Cercola: si dimettono in undici. Tutti a casa

Sciolto il consiglio comunale di Cercola: alle dimissioni del sindaco Tammaro sono seguite quelle di unici consiglieri comunali che hanno decretato la fine dell’esperienza amministrativa di centrodestra. Era in difficoltà già da un po’ di tempo ed aveva deciso di rassegnare le dimissioni il primo cittadino cercolese che avrebbe potuto fare dietrofront nei venti giorni canonici entro cui la legge permette la revoca della scelta. Avrebbe voluto potuto provare serrare le fila della maggioranza, ma con la loro decisione degli undici consiglieri comunali non ci hanno pensato due volte e ad un giorno di distanza da quelle del sindaco sono giunte le loro dimissioni che contemporaneamente hanno decretato la fine dell’esperienza Tammaro.

L’opposizione ha avuto il supporto di tre franchi tiratori schierati nella stessa maggioranza e nello stesso partito di Tammaro, il Pdl. Sono Anna Santoro, Antonio Forte e Diego Maione. Le loro firme sono state quelle decisive poichè insieme a quelle dei consiglieri di centrosinistra hanno avuto la possibilità di compiere il ribaltone. Ai consiglieri del Pdl si sono aggiunti quelli del Pd con Vincenzo Barone, Riccardo Meandro, Salvatore Grillo e Mario Paudice con questi ultimi i consiglieri dell’Api Vincenzo Fiengo e; Luigi Di Dato (Pse) e Antonio Romano della civica “CercolaCittà”.

Ora a Cercola si insedierà il commissario prefettizio che verrà nominato nei prossimi giorni. Sarà il commissario a traghettare il Comune di Cercola fino alle elezioni del prossimo mese di aprile, quando comunque la tornata elettorale era già prevista con la scadenza naturale del mandato di Tammaro. A detta dei consiglieri che hanno voluto mettere la parola fine la motivazione per la quale hanno preso questa decisione è da ricercare nel fatto che il Comune versa in gravi difficoltà finanziarie. Interventi sull’Imu ed sull’addizionale Irpef secondo i dimissionari sarebbero inevitabili perché senza di essi si rischia seriamente il dissesto finanziario.

Per Pasquale Tammaro i consiglieri comunali che lo hanno sfiduciato quando lui si era appena dimesso lo hanno fatto solo per «lanciare una lunga campagna elettorale e potersi fregiare, proponendosi agli elettori, di essere stati gli artefici della “cacciata” del sindaco». Insomma per Tammaro è stata solo una mossa per presentarsi con qualche presunto merito alla prossima tornata elettorale. «Se avessero avuto la forza di destituirmi, non avrebbero aspettato le mie dimissioni. Sono io che mi sono dimesso, io ho mandato a casa loro», tuona il sindaco di centrodestra. Non le manda a dire Tammaro che passa all’attacco: «la prima responsabilità che dovranno prendersi gli undici dimissionari sarà l’aumento delle aliquote Imu ed Irpef, se il commissario le aumenterà sarà solo colpa dei consiglieri uscenti che mi hanno impedito di approvare un bilancio nel quale Imu ed Irpef non sarebbero state toccate».

Tammaro proprio dalle nostre colonne aveva annunciata di non essere intenzionato a ricandidarsi, ma già promette, in ogni caso, una dura battaglia “contro quanti hanno fatto di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote, in maniera pretestuosa e per nulla attenta agli interessi della cittadina per la quale invece si sarebbero dovuti spendere per una crescita positiva e trasparente”.

Milena Esposito

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