Pomigliano d’Arco: le strisce blu e la crisi della rappresentanza

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E’ da qualche giorno ormai giunto il 15 ottobre, data certamente fatidica per i tanti cittadini pomiglianesi che nelle ultime settimane si sono riuniti in pubbliche assemblee per manifestare contro il piano di strisce blu introdotto dall’amministrazione comunale ed entrato in vigore proprio dalla suddetta data.
In quelle variopinte assemblee – che talvolta hanno registrato una foltissima presenza, altre volte, in particolar modo nelle fasi finali dove magari si necessitava di una partecipazione ancor maggiore, hanno altresì registrato una più esigua mobilitazione – dopo anni di letargo, dei cittadini si sono ritrovati a discutere e a confrontarsi su di una questione che tocca loro e le rispettive famiglie molto da vicino, chiedendo al Sindaco di sospendere il piano di strisce blu nell’attesa di ripensarne ad un altro certamente più condiviso. In particolare si contestavano due cose all’amministrazione comunale: l’iniquità del provvedimento e la mancanza di progettualità in un ambito così importante come quello della mobilità urbana.
Il piano di strisce blu, operativo da pochi giorni a Pomigliano d’Arco, non presenta infatti l’esenzione per le vie di residenza. “Nessun abbonamento”, ha fatto sapere il Sindaco. I cittadini che non posseggono un box auto saranno costretti a dover pagare il ‘grattino’ per parcheggiare l’auto sotto la propria casa. A questo va poi aggiungendosi la speculazione dei proprietari dei garage, i quali, in alcuni casi, hanno finanche raddoppiato il costo mensile dell’affitto. La mancanza di progettualità la si denota poi dal fatto che un simile provvedimento non è stato inserito in un più ampio progetto di mobilità. L’ amministrazione non ha previsto né si è battuta per un potenziamento del servizio di trasporto pubblico. In molte realtà italiane, per non parlare poi di quelle europee, le strisce blu sono sinonimo di disincentivo dell’utilizzo dell’ automobile, in un ottica di trasporto alternativo e di riduzione dell’ inquinamento. A Pomigliano non si può dire sia lo stesso. Il Sindaco, l’assessore competente non hanno nient’ affatto parlato di piste ciclabili, di introduzione di altri sistemi di mobilità sostenibile come il car-sharing, il car-pooling e, volendo azzardare, anche il bike-sharing.
Spulciando un po’ le carte, i cittadini hanno rilevato nel provvedimento delle altre criticità, tali da consentire di ricorrere ad azioni legali:
Innanzitutto, non è previsto il pagamento della TARSU e della TOSAP da parte dell’azienda affidataria, obbligo che è stato ribadito anche dalla Corte di Cassazione con ordinanza 15858 del 19/07/2011;
Altra criticità è relativa al fatto che l’appalto per le strisce blu fu vinto inizialmente dalla società ‘Urbania’, la quale ricevette un’ interdittiva antimafia dalla Prefettura ed il Comune affidò l’appalto alla seconda classificata, la ‘TMP’. Alla società che gestiva le strisce blu anche in altri comuni, come Torre del Greco e Somma Vesuviana, ne fu revocata la gestione. L’Urbania vinse poi il ricorso al Tar e fu reintegrata nella gestione delle strisce nei comuni dove tale gestione le era stata revocata. Conseguenzialmente inviò una diffida al Comune di Pomigliano chiedendo di non procedere all’attuazione del piano di strisce blu finchè il Tar non si fosse pronunciato anche su questa questione, ma il Comune è ugualmente andato avanti;
Ulteriore criticità è rilevabile nella violazione da parte di tale provvedimento dell’art.7 comma 7 del D.Lgs 285/1992, il quale dispone che i proventi dei parcheggi a pagamento siano destinati all’ installazione, alla costruzione e alla gestione dei parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento, mentre le somme eventualmente eccedenti si destinino in interventi per il miglioramento della mobilità urbana. Una simile contestazione, capace di convogliare direttamente centinaia di persone ed indirettamente migliaia di essi, avrebbe certamente meritato maggiore considerazione da parte della classe rappresentante cittadina, non fosse altro per il rispetto di una logica rappresentativa cui anche le istituzioni comunali sono tenute. Il Consiglio comunale di fine settembre, che tra le altre questioni avrebbe dovuto affrontare anche quella delle strisce blu, non si è svolto per mancanza del numero legale, stessa sorte è toccata a quello convocato per l’ inizio di ottobre. Nel frattempo i cittadini di una realtà il cui tessuto industriale non sta passando proprio un periodo ridente attendevano delle risposte.
Finalmente, giovedì 11 ottobre, una delegazione è riuscita ad incontrare il Sindaco, il quale ha asserito che l’amministrazione non farà alcun passo indietro in merito a questo provvedimento, che ha riscosso pareri favorevoli tra i commercianti. Quasi come se i commercianti o una parte di essi fossero rappresentativi di un’ intera città . Tutt’al più, faceva sapere sempre il Sindaco, verranno equiparate le tariffe dei parcheggi ‘off street’ con quelli ‘on street’ (50 cent. all’ ora per entrambi) e per i primi 15 giorni, dunque fino ad inizio novembre, non saranno comminate multe.
Il dato senza dubbio più grave di tutta questa vicenda non è il provvedimento in sé, il quale può essere legittimamente contestabile e pure legittimamente difendibile, ma lo scollamento che si è creato e si sta creando, non solo a Pomigliano ma un po’ in tutto il Paese, tra la classe rappresentante e la classe invece da rappresentare. Sta passando sempre più la logica secondo la quale la cosa pubblica non si amministra tenendo conto delle esigenze e delle tensioni dei cittadini, ma si amministra al chiuso di delle stanze, tenendo fuori tutto quel che c’è fuori.
Ed è da qui, da Pomigliano, dall’ incapacità di ascolto della cittadinanza, da questa gestione quasi privatistica ed arbitraria della cosa pubblica che nasce la crisi della rappresentanza.
Il Sindaco, come qualsiasi altra carica pubblica, è eletto dai cittadini (i quali in questo caso potrebbero anche averlo votato per il fatto che in campagna elettorale prometteva di non farle le strisce blu) e a loro ha l’obbligo di rispondere e di rapportarsi nella determinazione delle decisioni. Se vuole rispettare a pieno titolo il mandato che gli è stato conferito deve fare un passo indietro, ridiscutere con i più e i meno scettici questo provvedimento e cominciare a gestire la cosa pubblica nella maniera che più gli si attiene.

Antonio Tondi

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