Il Tribunale di Napoli proroga l’esercizio provvisorio di Edenlandia e Parco Zoo

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“Il Tribunale di Napoli – raccontano il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli, il capogruppo del Sole che Ride al Comune di Napoli Carmine Attanasio ed il segretario cittadino e docente della facoltà di Veterinaria alla Federico II Vincenzo Peretti – ha deciso: Edenlandia e Parco Zoo non chiudono, ma si va avanti con l’esercizio provvisorio. Il giudice delegato, Nicola Graziano, ha prorogato la gestione della curatela fino al 10 gennaio 2013. Il commercialista Salvatore Lauria, dunque, avrà il compito di traghettare il parco giochi e lo zoo di Napoli verso un nuovo acquirente. La decisione è arrivata il 5 novembre, giorno in cui scadeva l’esercizio provvisorio”. 
“Ma di fronte a questa buona notizia – continuano Borrelli, Attanasio e Peretti – restano tutti i nostri dubbi sull’ attuale gestione e sul futuro dell’ area. Un bando internazionale è già andato deserto e quello annunciato entro settembre non si è mai visto. Si parla di investitori internazionali e di trattative in corso con grossi imprenditori che a noi purtroppo non risultano. La cassa integrazione dei lavoratori inoltre scadrà ad ottobre 2013. Da tempo segnaliamo alle autorità competenti e a chi sta gestendo l’ area che i contratti di fitto e la base d’ asta previsti non sono convenienti e rendono onerosissimo e sconveniente il rilancio del parco ma a quanto pare non c’ è alcuna volontà di ascoltarci e si procede in una direzione che temiamo porterà ad un disastro per i dipendenti ed gli animali con la inevitabile chiusura”. 
“Infatti oltre al prezzo di vendita estremamente alto ( il costo è di circa 7 milioni di euro) – concludono i Verdi Ecologisti – è previsto un costo dell’affitto alla Mostra d’Oltremare di 840 mila euro l’anno per non parlare della spesa per l’ ammodernamento dell’ area che non costerà meno 25 milioni di euro in un momento di grande crisi economica e finanziaria che colpisce in particolare il sud e Napoli. Queste cifre sono impensabili per qualsiasi imprenditore serio che si troverebbe a dover investire nel solo primo anno di attività oltre 30 milioni di euro in una struttura che nella parte del parco Zoo è vincolata e improduttiva economicamente. Non sappiamo chi stia sostenendo questo progetto ma temiamo che produrrà solo un disastro economico e sociale”. 

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