Castellammare, termali infuriati: “Bruceremo le nostre tessere elettorali”

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Alle ore 9 e 08 di ieri mattina, una volta terminato l’iter per l’accesso al Comune (porte aperte alle 9 circa, poi documento d’identità in cambio del pass), i termali si sono trovati di fronte alla seduta di assise già sciolta, con i consiglieri che si stavano avviando verso l’uscita. “Cos’è successo?”, chiedevano. E’ successo che con tutti gli ordini del giorno ritirati, anche della salvezza della loro azienda si riparlerà soltanto tra qualche settimana. Intanto, la società partecipata Terme di Stabia resterà sull’orlo del fallimento, con lo stabilimento occupato e le attività bloccate. Rabbia ma soprattutto frustrazione si leggeva sui volti di rappresentanti sindacali e lavoratori, che hanno bloccato le interviste nei pressi del Municipio, fischiando e criticando i consiglieri e l’ex presidente del cda Lino Dello Ioio. Poi, tutti su al complesso delle Nuove Terme di Stabia per un’assemblea, dove si è deciso per l’inasprimento delle iniziative di protesta. “La politica sta creando un clima di esasperazione in azienda, fin dove vogliono spingerci? – ha detto Filippo Criscuolo della Filcams-Cgil – Una delle prime iniziative che intraprenderemo sarà quella di bruciare le nostre tessere elettorali e quelle dei nostri familiari. Abbiamo chiesto al management di attivare la cassa integrazione”. Bisogna ricordare che mercoledì scorso le oganizzazioni sindacali hanno subito un’intimidazione su cui stanno indagando le forze dell’ordine: la porta della sala dei sindacati è infatti stata vandalizzata da un tentativo di incendio. La società resta in attesa di essere ricapitalizzata, mentre l’amministratore unico dimissionario Francescopaolo Ventriglia ha assicurato l’arrivo dei fondi provenienti dall’Asl Na3 Sud nei prossimi giorni per il pagamento di due stipendi ai lavoratori a fronte degli undici arretrati. La città è quindi col fiato sospeso, con i termali che hanno promesso già per oggi nuove mobilitazioni e con le forze politiche alle prese con il conto alla rovescia. Dall’opposizione piovono critiche per un centrodestra che non ha più da un pezzo i numeri per governare, mentre la maggioranza fa quadrato attorno al sindaco Luigi Bobbio. Aperture ed azzeramenti per proseguire l’esperienza amministrativa. “Lavoro, Più Europa, vivibilità: sono queste le basi per un patto di consiliatura. – ha detto il capogruppo del PdL Mario D’Apuzzo – Ci appelliamo al senso di responsabilità di quelle liste e quei partiti che hanno vissuto con noi l’esperienza delle elezioni del 2010, oltre che a quelle forze politiche ideologicamente a noi vicine”. Come Fli, ad esempio. “E’ certamente un momento critico per la città. – ha spiegato il consigliere di Fli Antonio Sicignano – Come chiedevamo, è stato azzerato tutto: Terme, Multiservizi e Giunta. Ora attendiamo che si faccia lo stesso con la cabina di regia del sindaco. Ho avuto ragione su tutta la linea, per cui credo che bisogna mettere da parte i vecchi rancori per perseguire il bene della città. Se son rose fioriranno”. Per l’opposizione di centrosinistra, invece, la mossa dell’amministrazione non si accosta neppure lontanamente al bene comune. “Con il ritiro delle dimissioni del sindaco e il ritiro del Bilancio – hanno fatto sapere i gruppi consiliari di Pd, Sel e Idv – si è aperto un mercimonio politico che, già di per sé indegno ed indecoroso, temiamo che raggiunga un terreno ai margini della legalità. Vigileremo e denunceremo qualora tale soglia venga varcata. Non faremo sconti ad un sindaco, incapace, inefficiente ed improduttivo”. “Oggi abbiamo assistito ad un’altra fuga dall’aula consiliare di Bobbio – ha detto il capogruppo dell’Udc Ciro Cascone – senza rispetto delle regole e senza confronto. Questo comportamento è a totale diacapito della città. Proprio per queste motivazoni restiamo critici e lontani dal modo di amministrare del primo cittadino e di quello che resta della magggioranza uscita dala consultazione del 2010. Bobbio ha sperperato un patrimonio elettorale immenso”.

Francesco Ferrigno

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