Pompei: bufera sulle primarie cittadine

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È polemica sulle primarie del Pd di Pompei. Nonostante i risultati confermino il trend nazionale, in città si mormora. Ma, a sorpresa, a contestare il risultato non sono i sostenitori dei due principali contendenti Bersani- Renzi. A lamentarsi è Raffaele Matrone, esponente Api, consigliere comunale, e sostenitore di Tabacci. Sulle pagine di Torresette denuncia quello che definisce “l’ostruzionismo dei ras della sede del Pd di Pompei”. Oggetto del contendere le modalità di iscrizione. Nello specifico i presidenti di seggio, Coccoli e La Mura, avrebbero ritenuto non regolare la registrazione di alcuni cittadini di Pompei presso il seggio di Terzigno. Per evitare il rischio di iscrizioni fasulle e non effettuate personalmente, quindi, hanno preteso che chiunque di loro intendesse votare dovesse registrarsi presso le sezioni di Pompei. Matrone avrebbe affermato, sempre su Torresette, di aver perso in tal modo un centinaio di voti. Ma la polemica infuria anche su internet. L’esponente del comitato pro- Vendola, Francesco Camera, riporta su facebook la sua esperienza personale: “Qualcuno l’ha fatto (registrarsi a Pompei, ndr ), come un dipendente comunale e altri, dicendo che non conoscevano chi gli aveva mandato la tessera dell’iscrizione che ha ricevuta tramite un suo parente. Inoltre c’è stata un’ anziana signora che oltre a dire che aveva ricevuto la detta tessera, senza saperne nulla, da un suo lontano parente, e volendo riscriversi per votare, quando ha sentito che doveva versare i 2 euro si è incavolata maledettamente scappando via dal seggio imprecando contro chi gli aveva dato quella tessera. Di tutto questo ne sono stato testimone avendo fatto anche delle domande alla detta signora. Inoltre è inutile raccontare frottole anche perchè questi signori per le loro lotte interne al PD hanno cercato di volersi contare facendo votare Tabacci dell’Api e questo lo si è visto che andavano girando insieme a braccetto il capogruppo consiliare del PD di Pompei con il Segretario dell’API di Pompei. Tutto questo per la verità dei fatti”. Gli altri coordinamenti hanno mantenuto questa linea di rigore. In particolare i giovani sostenitori del sindaco di Firenze, con Ferdinando Uliano, hanno dichiarato: “Il comitato Renzi, in accordo con il gruppo di Bersani, ed in particolare con i due presidenti dei seggi, hanno ritenuto di rispettare tutti quei cittadini pompeiani che si sono iscritti presso la sede elettorale nei giorni precedenti al 25 novembre. Pertanto hanno invitato serenamente coloro che si presentavano con la tessera d’iscrizione fatta fuori dai confini pompeiani a rifarla presso i seggi come da regolamento”. D’altronde, l’intera Campania è stata investita da polemiche sulle primarie proprio per il voto su Tabacci. Come riportato dalla Stampa e ripreso dal Fatto Quotidiano : “a Casoria Tabacci (con l’Api del proconsole locale Tommaso Casillo) su 4 mila voti ne ha presi più della metà. Ad Afragola su 1500 voti ne ha presi un terzo. A Caivano s’è pappato 600 voti su 1200; con Api si vola davvero. A Frattamaggiore già a metà mattinata c’erano trecento voti nel circolo cittadino (commissariato), più che nel circolo provinciale”. Nulla di tutto ciò è accaduto, per fortuna, a Pompei. Qui il segretario PD ha raccolto il 44%, rientrando nella media nazionale, mentre il primo cittadino di Firenze si è attestato sul 24%, come nel resto della Campania. Non resta che attendere quindi l’esito del ballottaggio di domenica prossima. Sperando che vinca, prima di tutto, la trasparenza. Altrimenti queste primarie le avranno perse davvero tutti.

Claudia Malafronte

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