Fiat, ok al rinnovo contratto senza la Fiom: aumento di 130 euro

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Ok al rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici per il triennio 2013-2015, che fissa un aumento medio di 130 euro. Federmeccanica-Assistal e Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno siglato l’accordo, il secondo consecutivo senza la Fiom-Cgil, che gia’ non aveva firmato il contratto raggiunto il 15 ottobre 2009, in scadenza a fine mese. E’ un ”buon contratto”, commentano compatti i firmatari. E’ ”illegittimo”, attacca il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, oggi e domani in piazza per lo sciopero generale di otto ore (con diverse manifestazioni regionali) proclamato dalla Fiom proprio per dire basta agli accordi separati. La Fiom si muove subito depositando un ricorso in sede civile (con procedura d’urgenza) per chiedere l’inefficacia del contratto, oltre ai danni. ”Abbiamo presentato – spiega Landini dal palco della manifestazione organizzata a Milano – una denuncia al Tribunale di Roma contro Federmeccanica, Fim e Uilm perche’ hanno violato l’accordo del 28 giugno” del 2011, firmato anche dalla Cgil, che prevede l’ammissione ai negoziati per la stipula dei contratti nazionali delle organizzazioni sindacali rappresentative almeno del 5% dei lavoratori. Il contratto – successivamente siglato anche da Uglm e Fismic – riguarda 1,6 milioni di lavoratori, quasi 2 milioni se si comprende l’indotto a cascata. L’incremento salariale verra’ corrisposto con 35 euro il primo gennaio 2013, 45 euro il primo gennaio 2014 e 50 euro il primo gennaio 2015. Prevista la possibilita’, sulla base di accordi aziendali, di posticipare la seconda e terza tranche fino ad un massimo di 12 mesi. Soddisfatto il fronte del si’. ”Arriva salario fresco nelle tasche” dei lavoratori, commenta il leader della Uilm, Rocco Palombella, al termine del tavolo in Confindustria. Parla di ”una piccola manovra economica redistributiva” il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina. Anche il giudizio di Federmeccanica e’ positivo: ”Abbiamo fatto un buon contratto, nell’interesse delle aziende e dei lavoratori”, evidenzia il presidente Pierluigi Ceccardi. E’ ”estremamente innovativo”, aggiunge, esprimendo ”rammarico” per l’assenza della Fiom che, dice, ”e’ stata ripetutamente invitata al tavolo. Noi, quando vogliono venire, siamo sempre ben lieti”. Ma la Fiom, al contrario, sostiene di essere stata ”esclusa” e promette battaglia contro quello che considera il ”primo frutto frutto avvelenato dell’accordo separato sulla produttivita”’, che ”uccide il contratto nazionale” e di fatto “estende il modello Fiat a tutte le aziende”: ”Metteremo in campo tutte le iniziative sindacali e giuridiche perche’ non venga applicato”, insiste Landini. Che accusa Fim e Uilm di ”capitolare”. Fim e Uilm respingono al mittente: ”Ognuno fa quello che sa fare meglio: noi i contratti, loro lo sciopero”, dice Farina. ”Chi e’ allenato ad andare in tribunale vada, noi siamo allenati a fare i contratti”, replica anche Palombella. ”Siamo riusciti, nonostante una congiuntura economica non favorevole, a fare un buon contratto sia sul piano economico che normativo”, commenta il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni. ”Fim e Uilm hanno fatto l’unica cosa giusta che puo’ fare un sindacato per far crescere i salari: firmare i contratti”, evidenzia il leader della Uil, Luigi Angeletti. Per loro, davanti c’e’ ora l’obiettivo di chiudere ”entro l’anno” anche il contratto Fiat. Anche questo destinato ad essere separato.

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