Droga sull’asse Napoli-Cagliari: 12 arresti

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Stamani in manette e’ finito anche Andrea Farris, 39enne pregiudicato cagliaritano, ai domiciliari, ma arrestato ad Assemini (Ca), ritenuto dai militari uno dei terminal sardi dell’organizzazione, e 4 corrieri: la compagna di Husen, Pat Fhilip Enadeghe, 28enne nigeriana soprannominata Becky e il Etiosa Godspower Osagie, detto Power, ritenuto il braccio destro di Husen, entrambi residenti a Quartucciu (Ca). In manette stamani all’alba anche Linda Osinachi Johnson, 25enne liberiana, residente a Qualiano (Ce) e Jeffrey Enobas Osaigbovio, 27enne nigeriano residente a Castel Volturno. Altri sei nigeriani sono stati arrestati nel corso dell’operazione, avviata un anno e quattro mesi fa, e le indagini proseguono per identificare la fonte di rifornimento campana dell’organizzazione.In cella, da circa un anno e quattro mesi, Jafer Husen, sudanese di 42 anni residente a Quartucciu, noto come PayPay per l’abitudine di farsi pagare tramite Postepay. Era lui, secondo gli inquirenti, che si recava Castel Volturno, Villa Literno o Qualiano per selezionare i corrieri e verificare la bonta’ dell’eroina. Stamane sono stati arrestati la sua compagna Pat Fhilip Enadeghe (detta Becky), nigeriana di 28 anni e il suo braccio destro Etiosa Godspower Osagie (conosciuto come Power). Oggi le manette sono scattate anche ai polsi di Andrea Farris, 39 anni, residente a Cagliari dove scontava i domiciliari ma bloccato ad Assemini dai carabinieri che ritengono fosse uno dei terminali del traffico. Sempre stamane sono stati arrestati un’altra donna, Linda Osinachi Johnson, liberiana di 25 anni, e il corriere Jeffrey Osaigbovio Enobas, nigeriano di 27 anni residente a Castel Volturno. Altri sei corrieri africani sono finiti in cella nel corso delle operazioni eseguite dall’inizio del 2011. I componenti della banda, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, usavano un particolare codice per comunicare e non nascondevano mai la droga in casa ma preferivano sotterrarla nei pressi delle loro abitazioni. Le indagini proseguono per identificare gli altri terminali sardi dell’organizzazione.

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