Rombo sismico: la spaventosa musica del terremoto

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Il rombo sismico è un suono forte e profondo, simile al fragore di un tuono, che può essere percepito poco prima o durante un terremoto. Quest’effeto acustico, prodotto dal passaggio delle onde sismiche dal terreno all’aria, è tra i ricordi più spaventosi che, indelebilmente, restano impressi nella mente di chi ha avuto la sventura di avvertire una forte scossa. Proprio il rombo sismico è, infatti, tra le testimonianze più nitide di chi ha vissuto il terremoto dell’Irpinia del 1980, che tanti danni produsse in Campania e Basilicata.

Fenomeni di questo tipo benché noti già dai tempi antichi, Seneca alcuni millenni fa rammentava, ad esempio,  che prima di una scossa di solito potevano udirsi dei muggiti, sono stati spesso trascurati dagli studiosi dei terremoti perché difficili da registrare.

Solo recentemente una ricerca scientifica condotta dai sismologi Patrizia Tosi, Paola Sbarra e Valerio De Rubeis, ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dal titolo: “Earthquake sound perception”, cioè “La percezione del rombo sismico”, lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista “Geophysical Research Letters”, ha rivalutato questo fenomeno relazionandolo con gli altri effetti prodotti dal terremoto.

Gli scienziati si sono avvalsi di internet e del contributo di numerosi volontari, questo ha permesso di abbattere i costi del lavoro, ed ha consentito ai ricercatori di  analizzare ben 77mila questionari sugli effetti dei terremoti recenti italiani, compilati dai cittadini attraverso il sito internet www.haisentitoilterremoto.it, ottenendo importanti risultati.

L’analisi statistica dei dati così ottenuti – fanno sapere gli studiosi – ha mostrato che l’andamento della percezione del rombo rispetto alla distanza dall’epicentro segue una legge analoga a quella degli altri effetti del terremoto. Per questo motivo è possibile utilizzare anche questo effetto per caratterizzare l’impatto dei terremoti sul territorio. Inoltre i dati mostrano che il 40% delle persone afferma di aver sentito il rombo prima dell’inizio dello scuotimento.

Questa osservazione – concludono i ricercatori – si spiega con la diversa velocità di propagazione delle onde sismiche: le prime onde che arrivano (onde P) a volte sono più difficili da percepire come vibrazione, rispetto alle più lente onde S, ma possono produrre un suono udibile. E’ questo il motivo per cui gli animali domestici, con l’udito molto più sensibile rispetto all’uomo, possono fuggire spaventati pochi secondi prima dell’inizio dello scuotimento.

Ferdinando Fontanella

Twitter: @nandofnt

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