Pimonte, scoppia la polemica sull’aumento delle tasse

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Scoppia la polemica tra maggioranza e opposizione sulla questione economica. In un volantino consegnato ai cittadini in piazza Roma, i membri del gruppo di opposizione Pimonte nel cuore hanno etichettato l’amministrazione Palummo come “la compagine delle tasse, dopo gli aumenti sproporzionati di Imu e Irpef”. I consiglieri di minoranza promettono battaglia, “affinchè siamo riviste al ribasso le aliquote Imu – 5,5 per mille sulla prima casa, 10,5 per mille sulla seconda – e, soprattutto, affinchè siano previste detrazioni o sgravi per le famiglie bisognose o meno abbienti”.  Il gruppo Pimonte nel Cuore traccia poi un bilancio dei primi otto mesi dell’amministrazione guidata dal sindaco Michele Palummo. “Non si può calare un modello imprenditoriale sulla cosa pubblica – affermano i consiglieri Carmine Palomba e Francesco Raia -, infatti sono stati aumentati anche tanti altri diritti di segreteria per richiedere una SCIA, un certificato di destinazione urbanistica. Per non parlare del voto favorevole all’aumento delle bollette dell’acqua per ripianare i debiti accumulati dalla Gori. Insomma – continuano – il modello imprenditoriale di Palummo tenta di fare business con le casse del comune a discapito dei servizi sociali. Secondo noi, invece, prima di tutto il Comune è fonte di erogazione di servizi ai cittadini e non una business machine”. A stretto giro la replica della maggioranza, pubblicata sui principali social network. “L’aumento dell’Imu è stata una scelta dolorosa, ma inevitabile – fanno sapere dallo staff del sindaco -. Il Comune ha subito nel 2012 un taglio dei trasferimenti dello Stato pari a 425mila euro. A ciò si sono aggiunti maggiori spese, imposte dalla legge, tra cui il fondo svalutazione crediti pari a 237mila euro. Per questo motivo – concludono – l’unica strada percorribile per evitare di mandare in dissesto il Comune è stata quella di utilizzare la leva fiscale”.

Francesco Fusco

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