Elezioni politiche: grande fibrillazione per il centrosinistra campano

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vendola1Grande fibrillazione anche per il centro sinistra in Campania, soprattutto a Napoli, dove la scena è occupata ormai interamente dal neonato Movimento Arancione, promosso dal sindaco de Magistris qualche mese fa. Il suo movimento, con altre liste (“Io ci sto”, “Cambiare si può”), appoggiano al Senato e alla Camera la lista “Rivoluzione Civile”, capitanata dal pm anti mafia di Palermo Antonio Ingroia, che ha chiesto alla magistratura l’aspettativa per motivi elettorali. Il pm, che ha indagato da vicino sulle stragi e sulla trattativa Stato-Mafia, solo poche settimane fa ha pienamente dichiarato di voler concorre a presidente del Consiglio. Infatti solo una settimana fa è rientrato fisicamente dal Guatemala, dove si trovava perché incaricato dall’ONU per la supervisione di un pool di magistrati che indagano sui cartelli della droga e del narcotraffico nel centro america. 
 
Il giornalista Sandro Ruotolo ha accettato di candidarsi con Antonio Ingroia. Al momento, ma non c’è ancora l’ufficialità, dovrebbe essere candidato in Campania rendendo ancora più incerta la conquista della Regione da parte del Pd. Nella lista dell’ex procuratore aggiunto di Palermo sarà candidato, in Basilicata, il fratello di Elisa Claps: la ragazza scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 e trovata uccisa 17 anni dopo nel sottotetto di una chiesa. Avrà il secondo posto in lista dopo lo stesso Ingroia.
Inziano però le prime schermaglie politiche, all’interno dello stesso centro sinistra che ormai vede palese la rivalità tra il tandem PD-SEL e la lista di Ingroia. Il rischio per il PD di perdere voti, soprattutto in Campania e Sicilia è molto alto: a quel punto non sarà improbabile che al Senato il PD vada sotto e non ci sia maggioranza di governo. Si avranno, in quel caso, due maggioranze diverse: alla Camera il centro sinistra e al Senato il centro destra: a quel punto la situazione sarà molto complicata, per non dire ingovernabile. Ieri Dario Franceschini, uno dei maggiori esponenti nazionali del PD, ha chiesto pubblicamente in una intervista a Ingroia un “patto di desistenza”, cioè non presentarsi in Campania e Sicilia (probabilmente), ma ha negato di aver cercato un accordo. La situazione è comunque in corso d’opera e certamente se Ingroia dovesse tentare questo accordo, incontrerà l’ostacolo di Rifondazione Comunista, molto poco convinta di poter cedere terreno al PD. Nelle liste, complessivamente in tutte le regioni, figureranno al numero due (al primo c’è Ingroia) gli esponenti più in vista della società civile che hanno accettato di correre assieme al magistrato: ci sarà sicuramente il giornalista Sandro Ruotolo, i militanti dell’associazionismo antimafioso Gabriella Stramaccioni e Franco La Torre, il pacifista Flavio Lotti e probabilmente l’astrofisica Margherita Hack. Tutti probabilmente candidati in più di una circoscrizione. I leader e i candidati di spicco dei partiti partiranno dal numero tre della lista.
 
Grande attività anche nel PD che attende i primi giorni della prossima settimana per risolvere una questione di non poco conto. Davanti alla commissione di garanzia, presieduta da Luigi Berlinguer,  si deciderà sul caso di Nicola Caputo, vincitore delle primarie a Caserta e candidato dal Pd al numero quattro alla Camera in Campania. Caputo è da due giorni sotto inchiesta per le spese del fondo di comunicazione della Regione dove è consigliere da sette anni. 
SEL, il partito del governatore della Puglia Nichi Vedola, che ha scelto le primarie come il Pd, ha definito le liste. Dopo l’annuncio della candidatura al Senato dell’ex calciatore Beppe Savoldi, è arrivata un’altra sorpresa. Il partito di Vendola ha strappato all’Italia dei valori il presidente della municipalità Stella San Carlo all’Arena (quartiere di Napoli), Giuliana Di Sarno, candidandola al Senato.
Mario De Angelis
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