Voto utile o voto inutile?

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VotoIl voto, si sente ripetere, è un esercizio di democrazia, di un diritto.
É vero! Infatti, è sempre un’ attività utile, qualunque esso sia e a chiunque viene dato. É utile la personale opinione purché si esprima recandosi al seggio e votando, piuttosto che rimanendo al bar, in piazza, o peggio a casa rodendosi nella propria delusione verso tutta la politica in campo. Non è vero che con l’ astensionismo si comunica il proprio malumore e la lontananza dalle politiche in competizione. Piuttosto si semplifica il lavoro, proprio di quella politica che non ci piace, perché non deve prendersi in carico la nostra amarezza e il nostro disappunto e non deve fare nessuno sforzo per rinnovarsi e dare risposte ai delusi.
É utile votare (ma é vivamente sconsigliato) finanche per gli “impresentabili”, ancora presenti nonostante le epurazioni simbolo. É utile votare anche per loro, per far capire agli altri che devono fare di più per dimostrare che per rappresentare bisogna essere presentabili, e che non é vero che “son tutti uguali”. È utile votare anche per chi riteniamo che non possa o non sia capace di governare, cosi certamente arriverà “ai nostri soliti“ un messaggio forte e chiaro: “non avete rinnovato la classe politica e i programmi, dunque fatevi da parte“. Il tempo storico dei cambiamenti e delle innovazioni va compiuto fino in fondo, perché anche così si esce dalla crisi. Con moderazione, con rivoluzione, con sobrietà, con equilibrio, ognuno come vuole, ma é necessario il voto, con fiducia e convinzione.
Questo ci sembra il vero “voto utile” per i cittadini, la democrazia e la politica che vuole rinnovarsi e rendersi utile alla buona gestione dei beni e dei bisogni comuni.

Antonio Irlando

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