Posillipo: rischio chiusura per l’Ospizio Marino Padre Ludovico da Casoria. Anziani in strada?

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Anziani in protesta
Non ci faremo deportare” la reazione di uno dei più anziani dell’’Ospizio Marino Padre Ludovico da Casoria, minacciato di chiusura. Nonostante la manifestazione dei giorni scorsi, con gli ospiti imbacuccati, alcuni sulle sedie a rotelle, sotto la pioggia con grossi cartelloni per protestare contro la chiusura della casa di riposo nulla è cambiato. Le dichiarazioni del sindaco: “Nessun ospite sarà abbandonato” e “assicuro – ha aggiunto de Magistris – il permanere della stessa destinazione d’’uso della struttura” lasciano il tempo che trova.Doccia fredda per i cinquanta ospiti dell’’Istituto di Via Posillipo. Un delegato del Comune, presentatosi ad inizio anno per ragioni burocratiche nella casa di riposo, ha invitato gli anziani ospiti a trovarsi, entro pochi giorni una diversa sistemazione, presso parenti o amici in quanto l’’amministrazione civica non è più in grado di partecipare alle spese di gestione della struttura.

Dapprima convento degli Scopoli, eretto nel XVII secolo per merito dei Frati Bigi della Carità a pochi passi da Palazzo donn’Anna, trasformato in ricovero per la gente di mare, dopo 50 anni chiude per lavori di ristrutturazione. “Dove andiamo?” si chiedono gli anziani ospiti. “Beato Padre Ludovico, pensaci tu, visto che nessuno interviene in nostro favore”.

La verità sostengono in coro i vecchietti l’amministrazione comunale che ha una convenzione con l’istituto dal 2008, non paga i contributi. Agli ospiti è trattenuto il 66 per cento della pensione. Palazzo San Giacomo dovrebbe contribuire con l’’altro 33 per cento. L’’assessore alle politiche sociali, Sergio D’’Angelo, aveva dato un minimo di speranza, assicurando un sollecito intervento sulla delicata situazione. Ora di nuovo con le dimissioni dell’’assessore presentatosi alle elezioni politiche, in bilico il destino di queste persone che da anni vivono in un ambiente salubre e confortevole e, sono benvolute dai residenti della zona per la loro educazione e dignità e ricordano che l’’antica residenza con discesa a mare, fu donata da un’’antica famiglia posillipina per fini benefici.

Petizioni sono state inviate al cardinale Sepe, al Sindaco, alla madre superiora della Congregazione chiedendo almeno di rimandare ogni decisione di qualche mese non avendo al momento, nessuna possibilità di sistemazione. Molti sono rimasti soli o con parenti lontani dalla città o che non hanno la possibilità di accoglierli in seno ai nuclei familiari che nel frattempo figli e nipoti si sono creati.

Le otto suore francescane elisabettine che dal 1971 gestiscono la struttura e sette dipendenti e un cuoco di una ditta esterna che accudiscono ai cinquantacinque anziani, sono all’’oscuro delle decisioni degli organi superiori della Congregazione, proprietaria dell’’edificio che ha affidato la vertenza ad un fiscalista di Roma.

La decisione dello “sfratto” a metà gennaio. Entro il 14 febbraio tutti fuori.  Le versioni sulla chiusura della struttura sono discordanti chi parla di lavori urgenti da eseguire in quanto molte camerate sono puntellate e i bagni lesionati con pericolo di crolli; altri paventano la decisione di destinare l’’antica villa ad albergo, le suore sussurrano di trasformare l’’ospizio che custodisce importanti reperti storici come la raffigurazione della via crucis, una cappellina, una chiesa e le spoglie del beato padre Ludovico da Casoria, morto a Napoli il 30 marzo 1885 e proclamato beato da Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993 in santuario.

Stiamo qui da oltre venti anni, – dicono in coro gli anziani – alcuni di noi contribuiscono anche con 600-800 euro il mese che trattengono direttamente sulle nostre pensioni. Se andiamo via avremo anche il problema del ritiro della pensione alla posta o alla banca”. Abbiamo chiesto almeno di rimandare di qualche mese il trasferimento, comunicatoci solo qualche giorno fa. In un primo momento ci avevano rassicurato che per poter eseguire i lavori di ristrutturazione saremmo stati spostati nell’’altra parte dell’’Istituto, libero da tempo, a pochi giorni dal trasferimento non sappiamo dove andare.

Dall’’edificio che si nota per l’obelisco all’’ingresso con due dei tre piani di sotto in Via Posillipo con una ampia spiaggia protetta da una scogliera, si gode una bellissima veduta, di fronte Castel dell’’Ovo, Capri e il Vesuvio. Una struttura che potrebbe far gola a molti, senza tener conto della sorte di queste persone, ormai avanti negli anni, allontanate da un giorno all’’altro e, con la vana speranza di ritornarci.

Mario Carillo

 

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