Scontro tra Regione e banche sui “derivati”

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Regione Palazzo Santa Lucia 2Estinguere vecchi debiti a tassi di interesse basso. Operazioni che apparivano vantaggiose fino a quando, dal 2009, i “derivati” hanno iniziato ad avere un peso economico notevole. Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro si è detto dunque pronto a denunciare gli istituti di credito, in quanto l’effetto dei derivati potrebbe moltiplicarsi nei prossimi anni, dato che i contratti si estingueranno tra il 2023 e il 2036. La Regione Campania ha giurato battaglia contro le banche. In particolare l’attenzione ricade sulle operazioni finanziarie per circa 3 miliardi di euro avviate tra il 2003 e il 2006. Nel complesso, le operazioni hanno pesato sulle casse regionali per oltre 30 milioni di euro. Sono due le strade che si aprono dinnanzi a Palazzo Santa Lucia. Da una parte la rinegoziazione dei rapporti con le banche, dall’altra quella che passa per le aule dei tribunali. “Andiamo avanti nell’ interesse dell’ente e dei cittadini – ha spiegato il presidente della Giunta regionale – Se le banche pensano di approfittare delle difficoltà della Campania si sbagliano. Devono essere parte dello sviluppo. Sono certo che sarà così”.
L’attenzione sulla vicenda è stata posta dall’assessore regionale al Bilancio Gaetano Giancane, il quale ha redatto un rapporto in merito, dopo uno studio accurato durato oltre un anno. Giancane sottolinea che “nessuno è in grado di prevedere a quanto potrà ammontare il danno per le casse della Regione”. A nulla è servito ilo vertice che Giancane ha avuto con gli istituti coinvolti nelle operazioni: Opi, Banca nazionale lavoro, Monte dei Paschi di Siena, Dexia Crediop, Merrill Lynch, Ubs, Barclays Capital, Deutsche Bank.
Si sta valutando l’ipotesi di assegnare ad un esperto l’incarico di effettuare un controllo sulle operazioni effettuate e nel caso in cui questi dovesse confermare quanto fatto emergere dall’assessore al Bilancio si procederà con un nuovo confronto con le banche. Se da parte di queste ultime dovesse manifestarsi un altro rifiuto sarà battaglia. “I derivati rappresentano fonte di elevati rischi finanziari per l’ente mentre la funzione di queste operazioni è riposta nell’opposta ipotesi di attenuazione del rischio – si legge nel dossier di Giancane -; i provvedimenti, mediante la sottoscrizione dei contratti derivati, profilano ulteriori esborsi fortemente lesivi dell’ equilibrio finanziario della Regione, con  effetto di ledere l’erogazione di servizi essenziali per la comunità; configurerebbero, ove perdurasse la loro esecuzione, un illegittimo esborso finanziario a carico dell’ente con in debito arricchimento a favore delle banche”.

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