Pompei, Publiservizi: i consiglieri di minoranza scrivono al Prefetto

MUnicipio-2Con una nota ufficiale inviata al Prefetto di Napoli, l’opposizione chiede chiarezza sulla questione della Publiservizi.

La Publiservizi e la storia infinita. Questo potrebbe essere il titolo per una questione che va avanti, ormai, da mesi e che rappresenta uno dei punti di scontro fra la maggioranza e l’opposizione. Una situazione dalle fosche ombre, per la quale la minoranza vuole vederci chiaro. I consiglieri d’opposizione del gruppo “Unità e Impegno”( Allaria, Benincasa, Del Regno e Robetti), hanno inviato una lettera al Prefetto di Napoli. Lo scopo? Fare chiarezza sulla questione della Publiservizi. Laddove l’amministrazione indugia nel dare risposte, si è pensato di rivolgersi a sua Eccellenza il Prefetto. La storia della Publiservizi è delicata. Tutto parte dalla decisione dell’amministrazione comunale di Pompei di esternalizzare il servizio pubblico di riscossione dei tributi, affidando la gestione delle imposte  comunali come la TARSU e l’IMU, alla società Publiservizi s.r.l. Una scelta di privatizzare il servizio, sottraendolo alla gerenza degli uffici comunali di competenza. La Publiservizi, nei mesi scorsi, è balzata agli onori della cronaca per la “parentopoli” nostrana: un concorso, indetto dalla società, con bando agostano (del 2012) semisconosciuto, e con graduatoria finale in cui figurano cognomi noti della politica cittadina. Questo scandalo, sembra si unisca ad un lungo elenco di disservizi che la Publiservizi sta creando alla cittadinanza. A partire dall’aprile 2012, dopo aver spedito un facsimile di calcolo dell’IMU, anziché fornire un servizio ai cittadini di preparazione alle deleghe di pagamento, molti sono stati i disagi per gli utenti. Altra problematica delicata è quella degli avvisi di pagamento relativi alla TARSU per gli anni 2006 e 2007. I cittadini si sono visti recapitare tali avvisi in concomitanza dello scorso Capodanno. In molti casi, la Publiservizi, negli avvisi spediti, ipotizzava una maggiore superficie degli immobili, senza aver effettuato nessuna verifica di accertamento (va constatato, ad esempio, se si tratta di superfici coperte o scoperte). A fronte di ciò, i pompeiani si sono visti recapitare maggiori imposte da versare impropriamente. E tanto di più si pagherà anche in futuro se non si procederà alle rettifiche, a seguito di doverosi accertamenti. Sull’intera situazione, il consigliere d’opposizione Alberto Robetti, in data 17/01/ 2013, inviò una lettera indirizzata al sindaco di Pompei, all’assessore al bilancio, e al dirigente per gli affari finanziari. Scopo della missiva era stato quello di ottenere risposte in merito all’operato della Publiservizi, per il quale, pare, siano tante le rimostranze dei cittadini. Qualità dei sevizi offerti dalla società e comportamento poco consono che i dipendenti di questa azienda assumono nei confronti dei cittadini. Queste, alcune delle lamentele ricorrenti.Numerose testimonianze riferiscono di dipendenti della Publiservizi che forniscono informazioni non soddisfacenti, inesatte,  inadeguate senza assistere il cittadino per la risoluzione del problema, declinando la responsabilità ad altri enti ed invitando i cittadini a presentare ricorsi alla Commissione Tributaria, rettifiche al Catasto, ecc.”. Questo uno stralcio della lettera indirizzata da Robetti che  conclude: “Mi rivolgo al sindaco D’Alessio, persona attenta, che nella sua qualità di capo dell’amministrazione con delega al bilancio, si prodighi affinché questo disagio venga a cessare”.

A questa lettera, ha fatto seguito un’altra azione. Un’interrogazione consiliare a risposta scritta, promossa dai quattro consiglieri del gruppo “Unità e Impegno”. Il documento, indirizzato al sindaco di Pompei Claudio D’Alessio, al presidente del consiglio comunale Ciro Serrapica, e al Prefetto, è stato protocollato in data 23/01/2013. Nel testo, ancora una volta, si fa riferimento ai fatti riconducibili alla Publiservizi raggiunta anche da un’informativa antimafia “atipica” emessa dal Prefetto di Napoli, qualche mese fa. Diversi comuni, fra i quali quello di Marano di Napoli, hanno interrotto la collaborazione con la stessa Publiservizi. A conclusione dell’interrogazione s’invitava il sindaco a rendere note le decisioni che la città di Pompei avrebbe adottato in merito. Trascorsi i 30 giorni (previsti dal comma 3 dell’art. 43 del D.lgs. 267/2000) nessuna risposta è stata fornita dai destinatari dell’interrogazione. Un documento, con oggetto il servizio pubblico di riscossione dei tributi affidato alla società privata Publiservizi s.r.l. raggiunta anche da informativa antimafia “atipica”. Le stesse motivazioni ad oggetto sono state addotte nella lettera inviata al Prefetto di Napoli, nella quale si rende noto anche che, a seguito dell’interrogazione consiliare, l’amministrazione comunale non ha fornito nessuna risposta in merito. La lettera indirizzata a sua Eccellenza il Prefetto è datata 07/03/2013.  Allaria, Benincasa, Del regno e Robetti ne sono i firmatari. Ora la questione sembra essere arrivata negli uffici della prefettura. Una situazione, quella della Publiservizi, che non mancherà di riservare nuovi sviluppi.

Marianna Di Paolo

 

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano