Langella: Un sindaco condiviso per il bene di Boscoreale

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Pietro Langella comuneL’azione politica del neo senatore Pietro Langella e del Movimento Popolare Campano non si ferma mai.
Appena festeggiata l’ affermazione al Senato della Repubblica come indipendente nella lista del PdL, Langella è già in prima linea per le amministrative a Boscoreale, paese in cui è nato e risiede.
E proprio al senatore abbiamo chiesto quali sono le prospettive per questo prossimo impegno elettorale.
«Tengo a precisare esordisce Langella che senza ombra di dubbio sono più legato a Boscoreale che a Palazzo Madama. Qui è la mia Terra, la mia città, è il luogo dal quale sono partito, dove ho deciso di far crescere i miei figli. In poche parole ce l’ho nel cuore e mi sento boschese a tutti gli effetti».
Dopo aver chiarito un passaggio per lui alla base anche della passione politica che lo anima e dell’azione politica del Movimento Popolare Campano che ha fondato con un gruppo di consiglieri provinciali e con tanti altri amici amministratori, il senatore Pietro Langella è ritornato immediatamente sul futuro di Boscoreale.
«La campagna elettorale a Boscoreale? Bella domanda!
La prima cosa che mi viene in mente è quella di ribaltare l’interrogativo ai tanti che stanno avanzando la propria candidatura alla poltrona di primo cittadino. Voglio precisare che io avevo un impegno, più che altro morale, con l’amico Giuseppe Balzano, un impegno preso in epoca non sospetta, quando militavamo nello stesso partito e devo dire che mi dispiace non mi abbia seguito nel momento opportuno e cioè quando mi sono reso conto che l’UdC era e resta un partito fine a se stesso, un partito, per certi aspetti, nepotista e che non aveva intenzione di crescere nè a livello territoriale che nazionale. Queste le principali motivazioni che inoltre mi hanno portato a fondare il Movimento Popolare Campano. Devo dire che Balzano non è stato così lungimirante e non ci ha seguito.
In questo momento, quindi, azzeriamo un po’ tutti gli impegni presi, non per sfuggire alle parole date, ma bensì per cercare di cogliere quello che la gente ci chiede».
Ci siamo allora chiesti se anche per Boscoreale ci potrà essere un nome nuovo a sbaragliare i giochi e il senatore Langela ci ha così risposto: «Sono convito che per il nostro paese non sia questione di nome nuovo, ma di un giusto mix tra voglia di fare ed esperienza perché per costruire il futuro bisogna avere anche memoria del passato.
Quello che principalmente vorrei far passare a quanti si propongono per questa prossima tornata elettorale è che questo non è il momento dei partiti politici, non è il momento dei personalismi, ma stiamo vivendo un periodo veramente tremendo sotto il profilo socio-economico e politico, per l’Italia e per i nostri territori in particolare. Boscoreale è un paese che sta morendo, dove la classe politica passata, me compreso, forse non è riuscita a dare le giuste risposte alle esigenze dei cittadini. È il momento di fare il mea culpa e metterci a lavorare. Alla classe dirigente locale voglio lanciare un messaggio: la politica non è fatta solo dalla corsa per la casa comunale, ma è fatta di grandi traguardi. In questo momento, quindi, lasciamo da parte le ambizioni personali e mettiamoci a lavorare per la comunità. È il momento di parlare al cuore della gente, di far capire che il nostro è un paese che richiede grossi sacrifici e un grande impegno. Ha bisogno perciò di una classe dirigente all’altezza. A Boscoreale scopro gente che fa l’ imprenditore per cinque anni e ogni volta scende in campo con pseudo ambizioni politiche. Proprio a questi, sicuramente capaci imprenditori nel loro settore, dico che la politica prima di tutto è passione, ma è anche impegno quotidiano, impegno serio e richiede grossi sacrifici che si fanno 365 giorni all’anno.
candidatiSono convinto che in questo momento Boscoreale abbia bisogno di una classe dirigente che sia competente politicamente, capace professionalmente e contestualmente che sappia arrivare al cuore delle persone per capire i problemi della gente. Non me ne vogliano i professionisti della politica, i professionisti della società civile che vanno bene se inseriti in specifici contesti, ma non quando si inventano politici dalla sera alla mattina. Possono essere dei politicanti, ma fare politica è un’altra cosa. Fare politica è una cosa nobile e significa lavorare per il bene dei propri concittadini.
Purtroppo dobbiamo rilevare che tra i personaggi che oggi scendono in politica, qualcuno non vive a Boscoreale, forse a causa della discarica, o per la questione delinquenziale o magari semplicemente perchè pensa che la nostra cittadina sia troppo lontana dal centro del mondo. Qualche altro aspirante amministratore magari vive qui, ma i suoi interessi economici sono in tutt’altro posto. Io dico che il paese va vissuto, dalla a alla z, prima come cittadini e poi magari come amministratori».
Le perplessità del senatore Pietro Langella vengono principalmente dal fatto che nessuno dei candidati sindaco stia parlando dei tanti problemi concreti che asfissiano e rallentano la cittadina vesuviana.
«In primis affonda Langella mi piacerebbe sentir parlare dei condoni del 1984 che non vengono esaminati e sono da freno per la città. A causa di questa gravissima mancanza amministrativa anche tanti giovani restano senza speranza per crescere e realizzare il loro futuro». Ma Langella parla anche del PIP fermo da più di dieci anni, del mercato che non riesce ad ottenere l’ autorizzazione per essere aperto, senza un chiaro perché, da circa un decennio, e ancora di un pazzesco sistema viario troppo spesso abbandonato al suo destino.
«Boscoreale ha un auditorium prosegue il senatore che ha la capacità si ospitare millecinquecento persone, struttura forse unica in tutta la provincia. Ebbene, nel lontano 2001, quando ero presidente del consiglio comunale, quella realtà necessitava solo del collaudo. Nulla è cambiato da allora.
Nella scorsa consiliatura provinciale, insieme all’assessore Casillo siamo riusciti a riaprire la storica strada Matrone per raggiungere il cratere del Vesuvio. L’obiettivo era quello di creare una sinergia tra gli scavi archeologici ed il vulcano più famoso al mondo. Un turismo suggestivo realizzato attraverso l’utilizzo di navette che partendo da Villa Regina offrissero una visione naturale e completa del nostro territorio e del nostro vulcano. Ebbene anche questo progetto sembra essere miseramente naufragato. Non ho mai visto una navetta a Villa Regina e ancora non capisco cosa sia successo».
Un altro dei punti focalizzati da Pietro Langella in questa intervista, che si rivela pian piano sempre più un vero e proprio manifesto del programma elettorale, non poteva mancare la riqualificazione dei “Piano Napoli”. «Questi rioni vengono sempre defraudati e quei cittadini, sotto molti aspetti, vengono sistematicamente “truffati” dal politico di turno che si ricorda di loro solo quando vi si reca per chiedere il voto. Bisogna inoltre smetterla di chiamarli, anche con un leggero velo di razzismo, napoletani. Questi cittadini sono napoletani terremotati di terza generazione e quindi boschesi a tutti gli effetti. Se purtroppo non si sono integrati pienamente forse è anche colpa nostra». Per il senatore bisognerebbe fare in modo che ci sia anche un rappresentante di questi quartieri nel prossimo consiglio comunale. «Bisogna smettere di ghettizzarli. La maggior parte di quanti vivono queste realtà sono persone perbene e laboriose che vanno regolarmente a lavorare tutti i giorni, ma che si ritrovano sistematicamente denigrate solo perché vivono, loro malgrado, delle realtà difficili. Bisogna inoltre accantonare pregiudizi come quello fomentato da qualche pseudo-politico, che vuole Boscoreale divisa in due: zona rurale e centro. Boscoreale è una sola da Villa Regina sino a Marra. È questo che sto cercando di promuovere presso coloro che intendono candidarsi a sindaco. Andare a governare non significa comandare. Io e quanti mi stanno vicini non abbiamo bisogno di comandare: vogliamo governare.
Farò una battaglia fortissima affinchè esca un solo candidato sindaco, unitario, che abbia l’autorità per governare, che si assuma le responsabilità e non vada a sedersi solo per il gusto di dire “io sono il sindaco”. Per raggiungere questo mio obiettivo andrò al di là dei partiti, compreso quello che rappresento, per quel che mi riguarda possiamo presentare anche tutte liste civiche. Lo scopo finale è uno solo: il benessere della città di Boscoreale. Le altre cose non mi interessano.
In conclusione mi auguro ancora due cose. La prima è che chi ha fatto già un percorso politico e sotto alcuni aspetti è stato “trombato”, abbia il coraggio di fare un passo indietro per il bene della comunità che già lo ha sfiduciato una volta. La seconda è rivolta a qualche politico che ha un ruolo importante.
A questi dico che deve smetterla di pensare di poter imporre il candidato al ruolo di primo cittadino. Il sindaco si sceglie e si fa scegliere.
Non abbandono Boscoreale e sono pronto a combattere ogni forma di personalismo e di scelta pseudo-civica che proveranno ad inventare sindaci dal nulla.

Luca Paolo Cirillo

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