“Per amore del mio popolo non tacerò”: marcia per Don Diana a Casal di Principe

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donpeppecartelloneCorteo tra le strade cittadine e messa in ricordo di Don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso 19 marzo del ’94 nella sua parrocchia  “San Nicola di Bari”, dove stamattina migliaia di ragazzi hanno reso omaggio alla vittima dei Casalesi con una marcia. Folta rappresentaanza dei giovani di “Libera”, le parole di Don Ciotti: “Per noi don Peppe è già Santo”. Alla manifestazione presente anche il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho. Oggi pomeriggio ci sarà la Messa con il vescovo di Aversa, Spinillo. Don Franco che ha sostituito don Diana nella parrocchia di San Nicola, dice: “la gente ha svoltato” verso la legalità. Il commissario prefettizio intitolerà l’aula consiliare a Don Diana.

“A 19 anni dal vile assassinio di don Peppe Diana per mano della camorra, il ricordo del suo coraggio e della sua straordinaria opera di contrasto alla criminalita’ organizzata e’ piu’ vivo che mai e rappresenta un eccezionale esempio di riscatto morale per l’intera comunita’ di Terra di Lavoro”. A dichiararlo e’ stato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, nel giorno del diciannovesimo anniversario della morte del parroco di Casal di Principe, don Peppe Diana. ”Il messaggio di don Peppino Diana – ha aggiunto Zinzi – continua ad essere diffuso dalle numerose associazioni che si ispirano al suo messaggio e che operano con passione e con coraggio per il rilancio di un territorio difficile come il nostro. Grazie a questo grande sacerdote tante persone hanno trovato la forza di reagire e di impegnarsi per il riscatto della propria terra”. “Don Diana rappresentera’ per sempre il vero volto, quello pulito e perbene, della provincia di Caserta e dell’Agro Aversano e sara’ fonte di ispirazione per migliaia di giovani, che da sempre lo considerano un modello di legalita’ e di speranza”, ha concluso Zinzi.

Monsignor Antonio Riboldi e’ intervenuto a un convegno su legalita’ e impegno civile organizzato dalla scuola media Angioletti di Torre del Greco. Riboldi ha ricordato: ”Sono stato nominato vescovo di Acerra nel 1978 e prima di don Diana, semplicemente perche’ piu’ anziano, ho iniziato a combattere contro la camorra, tanto che per anni sono stato poi sotto scorta. Scrissi anche una lettera fatta girare per le parrocchie dal titolo ‘Per amore dei mio popolo non tacero”. Dopo questo scritto sono stato alcune volte a Casal di Principe e ho incontrato don Giuseppe Diana. Condivideva in pieno il contenuto di quella missiva, tanto che la fece sua e col tempo in molti hanno addirittura ritenuto che l’avesse scritta lui stesso”. ”Oggi avverto il silenzio della Chiesa sull’operato di don Diana – conclude monsignor Riboldi – e sinceramente me ne dispiaccio. Non appartenendo alla mia Diocesi, non sono potuto intervenire direttamente. Avrei sperato lo facesse il vescovo di Caserta. Voi giornalisti fate bene a ricordarne sempre l’importante operato”.

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