Gragnano, appello ai Commissari: Chiostro di Sant’Agostino serve per uso civico

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Ha suscitato molta delusione e scalpore la decisione della Commissione Straordinaria di assegnare all’Unicef e alla Parrocchia di San Leone  II i locali al piano superiore del chiostro di Sant’Agostino, recentemente restaurato e utilizzato da qualche tempo come sede espositiva di Arti e Mestieri, compresa l’attività pastaia e vinicola. Con tutto il rispetto e la simpatia per l’Unicef e per l’opera meritoria che le volontarie fanno e per la parrocchia, che è anche la mia parrocchia, credo, come cittadino e non come presidente di un’associazione culturale, che sia un grave errore privare la città di una struttura pubblica, che, anche come sede di mostre di pittura, è l’unica disponibile. Per non parlare della sua bellezza architettonica.  E poi, al di là della solidarietà per i problemi delle mamme extracomunitarie, che a Gragnano tra l’altro non esistono, per attrezzare un laboratorio di artigianato per poche volontarie per raccogliere fondi non sono necessari i numerosi e grandi locali come quelli dell’ex monastero. È uno spreco assurdo in una città che manca di spazi associativi ed espositivi. Come anche i progettisti del Piano Regolatore Comunale stanno sottolineando in questi giorni, e io con loro, Gragnano ha un forte gap negativo di strutture di socializzazione, per permettere di vedersi sottrarre l’unica disponibile.

La contemporanea richiesta dei locali da parte di entrambi i soggetti destinatari del provvedimento, parrocchia e Unicef, come da notizie giornalistiche, testimonia di una concertazione che lascia perplessi, anche perché il parroco don Luigi, aveva affermato recentemente con i dirigenti della Pro Loco, che lui non aveva sollecitato il rilascio, mentre invece sta, di fatto, scippando con il suo espansionismo i locali da un uso civico, a favore di un altro che appare di dubbia o di nessuna utilità per la città. Tra l’altro, con i dirigenti Pro Loco ha parlato di corsi per “assaggiatori di pasta”, in contraddizione evidente con le motivazioni “ufficiali”. Cosa dovrebbero assaggiare? Un altro ristorante camuffato, in una zona già satura di pizzerie e ristoranti? Personalmente ritengo che i parroci debbano fare il loro apostolato in chiesa e non attività varie, dalle sagre, a sponsorizzazioni politiche, o a questa di cui si parla. Le parrocchie si sono ormai impossessate di tutti i locali disponibili, non è corretto privare le associazioni laiche e di interesse civico dei pochi spazi restanti. Nella fattispecie poi, al piano terra del chiostro ci sono già grandi locali usati dalla parrocchia, forse qualcuno anche in modo abusivo, dove, se proprio questa iniziativa di laboratorio Unicef e accoglienza ad “eventuali” mamme extracomunitarie deve essere fatta, può realizzarsi lo stesso. Nelle settimane scorse avevo chiesto ad un componente della Commissione Straordinaria se potevo allestire una mostra di pittura di un noto artista di Gragnano con le 14 tavole della Via Crucis, nel periodo pasquale, ma mi è stato detto di “no”, e un “no” è venuto anche per la richiesta di poter allestire una mostra di giovani artisti per il Maggio dei monumenti sempre negli stessi locali, rispondendomi che ormai doveva partire un altro progetto.  Nei prossimi giorni verranno turisti stranieri a Gragnano e l’organizzazione ci ha chiesto di poter visitare un’area espositiva  sulla pasta, come già vista in passato. Cosa porteremo loro a vedere? Il materiale accatastato in locali cadenti e di fortuna? Gragnano ha numerosi e gravi problemi, in questo momento non abbiamo bisogno di innescare polemiche, ma, “per amore della mia città, non posso tacere”, per cui mi auguro che la Commissione Prefettizia ci ripensi e destini ad un uso civico questi locali.

Giuseppe Di Massa

presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola”

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