Scavi di Pompei, sindacati: “Sprechi e incuria”.Visita di Barca

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scavi-di-pompei-con-vesuvioÈ stato un giorno rovente per gli Scavi di Pompei nonostante la pioggia torrenziale. Assemblea sindacale riuscita, sito chiuso fino alle ore 11.00 con tanto di turisti in fila, e visita del ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca. Due avvenimenti  ma un unico oggetto: il Grande Progetto Pompei. Subito dopo le ferie pasquali, infatti, i nodi del sito vesuviano riemergono irrisolti. I sindacalisti Antonio Pepe (CISL) e Maria Rosa Rosa (UIL) denunciano sprechi, incuria e disorganizzazione. “Dopo il crollo della Schola Armaturarum e dopo tutti gli altri crolli che sono seguiti, – affermano i sindacalisti –  non sono state mai fornite al sindacato risposte adeguate sulla sicurezza sul lavoro né alcuna informazione sullo stato del cosiddetto  Grande Progetto Pompei  che, oltre al consolidamento e al restauro degli scavi, prevede un piano operativo per la fruizione, uno per la sicurezza ed uno per la capacity buildind e per il rafforzamento della struttura organizzativa della Soprintendenza.  Agli Scavi archeologici di Pompei l’efficienza dei servizi è al collasso e dal comportamento dell’Amministrazione si evince chiaramente che non importa a nessuno, tanto è vero che nelle giornate di Pasqua e del Lunedì in Albis non vi era personale di vigilanza sufficiente a consentire l’apertura al pubblico. In presenza di un così alto numero di visitatori, pare ve ne fossero 11mila 627,  vi erano solo ventidue unità di vigilanza in servizio nel turno pomeridiano, un numero di custodi tale che al massimo avrebbe potuto garantire la sicurezza del sito a porte chiuse e non con 11mila 627 visitatori all’interno”. A mancare, sostengono i sindacati, non sarebbe tanto il personale quanto l’organizzazione: “Se avessero gestito adeguatamente il controllo della mega Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei  avrebbero potuto recuperare per tempo il personale di vigilanza da altri siti, anziché aprire gli Scavi al pubblico con un numero di personale insufficiente, mettendo in questo modo a rischio i beni archeologici e a dura prova la capacità del personale di vigilanza e come se non bastasse, facendo pagare il biglietto intero ai turisti per poi privarli della visita delle domus che sono rimaste quasi tutte chiuse a causa della mancanza di personale. A Pompei il personale di vigilanza è sfiancato dal sovraccarico di lavoro. Poca attenzione si riscontra anche per il personale addetto alla manutenzione che benché composto da un numero esiguo di unità è volenteroso ma male organizzato e maldestramente gestito. Stessa disattenzione per il personale amministrativo la cui disorganizzazione causa discriminazioni e conflitti per l’attribuzione di incarichi”. Parallela alla protesta dei lavoratori degli Scavi la venuta del Ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca che ha partecipato alla riunione dello Steering Commitee, il comitato guida, presieduto da Giampiero Marchesi, deputato al coordinamento e alla vigilanza sull’attuazione del Grande Progetto Pompei. Successivamente Barca  ha visitato il sito accompagnato da Salvatore Settis, presidente del comitato scientifico del Louvre, e dalla soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro. Intanto proseguono i lavori nei primi tre cantieri finanziati dall’UE (Criptoportico, Pareti Rosse e Dioscuri), inaugurati nel febbraio scorso con grande ritardo. La speranza è che al traguardo del 2015, data di fine finanziamenti, si giunga col completamento delle opere programmate e non si perda un’altra occasione per risanare Pompei.

                                                                                      Claudia Malafronte

 

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