Pompei, Igiene Urbana. Niente stipendi per i netturbini. In arrivo, nuove proteste

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Niente è cambiato per i 56 dipendenti della ditta abatese Igiene Urbana. Mensilità arretrate e non corrisposte e l’inadempienza del versamento dei contributi ai fondi di pensione. Da alcuni mesi, questa è la situazione che vivono i netturbini. Stipendi bloccati e la difficoltà di sbarcare il lunario. E nulla sembra mutare, almeno a breve. L’ultimo sciopero, in ordine di tempo, era stato quello di venerdì 15 marzo. Quattro sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil ed Assotrasporti) avevano dichiarato l’applicazione dell’estrema forma di lotta sindacale visto che l’intervento dell’amministrazione comunale di Pompei, non era risultato utile a piegare l’ostinazione della società che ha in appalto il servizio di ritiro dei rifiuti. E pare che all’orizzonte ci siano nuovi scioperi per la prossima settimana. Gli operatori ecologici incroceranno le braccia per scendere nuovamente in piazza. Una situazione, che non mancherà di creare disagi all’utenza della città mariana. E intanto, sulla questione, si è espresso anche l’assessore all’ambiente Amato La Mura per il quale: “la difficoltà della crisi economica pesa, come un macigno, non solo su Pompei ma su tutti gli altri comuni dell’area vesuviana. Se la spazzatura non viene ritirata con regolarità, non è colpa dell’amministrazione comunale, ma piuttosto di quanti non hanno pagato la Tarsu a danno di altri”. Secondo La Mura: “circa il 50% dei cittadini non avrebbe ancora versato l’importo della tassa sui rifiuti”. Una condizione difficile che, secondo l’assessore, genera una serie di problemi correlati. “Se solo una parte dei cittadini ha pagato la Tarsu -continua La Mura- il Comune si trova nella condizione di non poter versare il canone all’azienda Igiene Urbana. Non si possono fare anticipazioni di cassa per pagare la ditta. La difficile congiuntura economica lo impedisce. L’unico introito su cui poter contare è quello derivante dal pagamento della Tarsu da parte, però, di tutti gli utenti. E’ un sistema concentrico che, inevitabilmente, si ripercuote sui 56 dipendenti”. L’analisi dell’assessore La Mura delinea l’immagine di una catena il cui anello mancante, è rappresentato da una larga fetta della cittadinanza, rea di non aver pagato ancora la Tarsu. In questo tam tam “di chi non paga chi” a farne le spese sono gli operai dell’Igiene Urbana, costretti a fare i conti con la seria difficoltà di arrivare a fine mese. E, stando ad indiscrezioni, pare che anche per questo mese le mensilità non verranno erogate. Una lunga odissea, quella dei dipendenti della ditta abatese. E sembra ancora lontana una risoluzione definitiva della questione.

Marianna Di Paolo

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