Terme di Stabia: rubato l’ultimo cigno dal parco idropinico

Laghetto cigni Castellammare di StabiaStabilimento di Terme di Stabia alla mercé dei malviventi: rubato ieri notte un cigno all’interno del parco idropinico. Si tratta solo dell’ultimo episodio che riaccende i riflettori sulla società partecipata stabiese e sul suo complesso più volte oggetto di furti negli ultimi mesi. Con la struttura completamente ferma e con tutti i lavoratori in cassa integrazione (addetti alla guardiania compresi), il furto dell’animale rappresenta l’ennesima ferita all’azienda termale in crisi. Ad indagare sull’accaduto ci sono gli agenti del comando di polizia municipale di Castellammare. Il tutto, mentre si è in attesa di capire se a maggio avrà inizio la stagione termale 2013: management e proprietà-Comune sono al lavoro per lo sblocco dei fondi dell’Asl Na3 Sud per prestazioni già effettuate e per approfondire la questione dei pignoramenti. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, alcuni ex consulenti avrebbero presentato alla partecipata un conto salatissimo: circa 160mila euro di pignoramenti esecutivi. «Lo sblocco dei fondi va avanti – ha detto l’amministratore unico di Terme Francescopaolo Ventriglia – ma la burocrazia ci rallenta». Si tratterebbe di 200mila euro che consentirebbero alla società di ripartire anche se a fatica. Intanto, però, da più parti si sta chiedendo al Comune chiarezza su ciò che sarà il futuro di Terme: l’amministrazione prefettizia di Palazzo Farnese si è espressa in cabina di regia sul lavoro regionale proponendo la formula, respinta dai sindacati, del «concordato continuativo». Cristallizzare i debiti e rimettere ad un giudice la decisione di continuare o meno con le attività: un rischio enorme, insomma. «Ognuno ha il proprio ruolo – ha continuato Ventriglia – e a decidere ora deve essere la proprietà». Anche il sindacato Fesica ieri ha chiesto al Comune di scoprire tutte le carte. «I commissari non hanno avuto il buonsenso – ha spiegato Felice Celoro di Fesica – di riconoscere le emergenze e di prendere anche solo in considerazione l’atto di indirizzo votato dal consiglio comunale, poi sciolto, sulla ricapitalizzazione. La Sint (partecipata che detiene il patrimonio immobiliare di Terme, ndr) poi non sta tutelando né il suo patrimonio né il patrimonio sorgentizio. Cosa si vuole fare di questa azienda?». Proprio i vertici di Sint, amministrata attualmente da Ottavio Mannara, visto lo stabilimento senza luce, acqua e gas, si sarebbero spostati in Municipio per continuare il proprio lavoro. In vista di un’Assemblea dei Soci dove le parti in causa decideranno, infine, cosa ne sarà del tesoro termale di Castellammare.

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