Pompei, nuova stangata per gli esercenti. De Gennaro: “nel mirino, anche le rotatorie cittadine”

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Una sorpresa, non troppo gradita, per i commercianti pompeiani. Nuovi aumenti in arrivo. Nel mirino della stangata ci sono: occupazione del suolo pubblico, vetrofonie ed insegne luminose. Rincari che gravano, come un macigno, sulla già tristemente nota situazione commerciale pompeiana. A partire dalle scorse festività pasquali, numerosi imprenditori, si sono visti recapitare importi decisamente lievitati. Mittente delle cartelle esattoriali, la Publiservizi, società che si occupa del servizio di riscossione dei tributi locali come spazzatura (Tarsu), occupazione di suolo pubblico (Cosap), imposte sulla pubblicità (Icp) e sull’affisione di manifesti (Dpa). Cambiano le cifre da versare e , in alcuni casi, anche la prassi. Fino all’anno scorso, infatti, per la Cosap, si procedeva con un criterio preciso. L’esercente interessato ad occupare suolo pubblico, doveva presentare una ipotesi progettuale che indicasse i metri quadrati della superficie richiesta. La documentazione, si depositava al Comando dei Vigili Urbani. Gli stessi, poi, trasferivano la pratica all’ufficio tecnico (UTC) e si attendeva il rilascio dell’autorizzazione. Solo alla fine dell’iter, si procedeva al pagamento per lo spazio richiesto accordato. Una procedura sparita completamente per quest’anno. Nessun progetto da presentare ma solo una cifra da versare, aumentata  notevolmente, peraltro. Imprenditori che, l’anno scorso, hanno pagato € 586,00 per 12 metri quadrati di suolo pubblico, hanno ricevuto, per gli stessi metraggi, una cartella con una cifra di 860,00 €. Nelle missive inviate agli esercenti, nessun riferimento ai criteri adottati per il riadeguamento degli importi. Nel caso in questione, si è passati da € 48,00 a € 71,00 per ogni metro quadrato. Un aumento considerevole a parità di condizioni. E l’ipotesi progettuale da presentare che scompare e, con esso, la possibilità di comunicare mutate esigenze commerciali prima dell’arrivo di un nuovo importo da pagare. L’insofferenza per aumenti così vistosi cresce a ritmo eponenziale in questi giorni. E c’è chi giura di affidare il  proprio caso al legale di fiducia. Ma la Cosap non è l’unica imposta ad essere rincarata. Anche la tassa sulla pubblicità ha subito un significativo aumento. Si parla di un rincaro indicativo di almeno € 100,00. Molto dipende dalla grandezza dell’insegna luminosa. Ma media o grande che sia, l’aumento è assicurato ed è anche piuttosto esoso. Una situazione pesante che, ancora una volta, si abbatte sul comparto commerciale della città mariana, già fortemente provato. Negozi che chiudono quasi ogni giorno e le tasse che aumentano. E non solo su scala nazionale ma anche locale. Una vicenda, quella dei rincari gestiti dalla Publiservizi, sulla quale si è espresso anche il consigliere comunale di “Alternativa Pompeiana”, Raffaele De Gennaro, che ha affrontato la questione della cura manutentiva di numerose rotatorie cittadine, affidata ad imprenditori pompeiani. In merito, De Gennaro ha dichiarato:

“la manutenzione del verde pubblico di numerose rotatorie cittadine, è affidata alle cure di diversi commercianti pompeiani, da bando pubblico. Tempo fa -continua De Gennaro- l’amministrazione comunale delegò la gestione menutentiva delle rotatorie ad alcuni imprenditori che avevano partecipato al bando. Le condizioni erano le seguenti: il commerciante che adottava una rotatoria, doveva occuparsi della cura del verde pubblico di essa, a spese proprie. In cambio, il Comune, dava la possibilità all’imprenditore di pubblicizzare la propria attività commerciale, entro il perimetro della rotonda, senza pagare la Icp, ovvero la tassa sulla pubblicità. Il patto, a quanto pare, non è più valido. A diversi imprenditori, che hanno in consegna le rotatorie, sono pervenute le cartelle esattoriali con l’importo della Icp da versare. Allo stato delle cose, non so a quanti di essi -conclude De Gennaro- potrà più convenire farsi carico della cura del verde delle rotonde. Il Comune, non si lamenti se i commercianti decideranno di non occuparsi più di esse.”

Una storia nella storia, quella descritta da De Gennaro. E intanto, in questo clima di concitazione, in molti si chiedono se la Publiservizi abbia agito su autorizzazione dell’UTC oppure abbia deciso in maniera del tutto autonoma in merito ai rincari. Ad oggi, l’unica certezza per gli utenti pompeiani e che le loro tasche piangeranno, nuovemante, lacrime amare. Una vicenda, quella in questione, che non mancherà di offrire nuovi sviluppi.

Marianna Di Paolo

 

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