Castellammare: i Circoli della Legalità fondano il movimento giovanile

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Antonio SicignanoSi costituisce a Castellammare il gruppo giovanile dei Circoli della Legalità, il movimento lanciato dall’ex consigliere comunale Antonio Sicignano, già vicepresidente regionale dei Circoli della Libertà e responsabile legalità di Fli.

Alla riunione, a cui hanno partecipato molti giovani stabiesi, sono state assegnate le prime cariche rappresentative:  presidente è risultato eletto il dott. Umberto Cosenza, laureato in Economia, vicepresidente Enzo Esposito, studente universitario, coordinatore Giuseppe Minichino, laureando in Giurisprudenza, segretario il dott. Antonino Cusumanno, laureato in fisiatria, portavoce Michele De Luca, studente universitario, vice segretario Ferdinando De Rosa e vicecoordinatore Vincenzo Falace.

“Il direttivo giovanile – commentano a caldo i partecipanti – esprime grande soddisfazione per la numerosa partecipazione registrata all’incontro. Tra i giovani di Castellammare c’è tanta voglia di politica e di legalità ed invitiamo tutti coloro che vogliono cambiare le cose a contattarci anche via email (cdlstabia@libero.it o info@circolidellalegalità.it). Ci ispiriamo a Paolo Borsellino ed a Giovanni Falcone e vogliamo cacciare i vari Ciancimino che occupano la politica locale. Borsellino diceva: “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”. Bene, perché non ripetere lo stesso discorso per Castellammare?”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Antonio Sicignano, consigliere comunale di oposizione uscente e promotore dei Circoli della Legalità. “Siamo soddisfatti del fatto che tante persone da tutta la provincia ci chiedono di partecipare. Ed a breve apriremo un circolo della legalità in molti comuni del comprensorio. Partiamo da Castellammare perché qui c’è tanto bisogno di parlare di legalità e di contrasto alle organizzazioni criminali. Ed il futuro è tutt’altro che roseo: è vergognoso che a Castellammare oramai non si parli più di lotta alla camorra, eppure non sembra che siamo diventati una cittadella svizzera”.

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