Giaman in mostra a Napoli all’Associazione Circolo Artistico Politecnico

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Venerdì 19 aprile si inaugurerà la mostra Giaman, pseudonimo di Giovanni Manzo. Essa avrà luogo presso l’Associazione Circolo Artistico Politecnico di Napoli, sita in Palazzo Zapata, Piazza Trieste e Trento , N°48, dalle ore 18:00  e rimarrà aperta fino al  5 maggio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAGiaman è nato a Portici (NA) nel 1973, vive e lavora a Casalnuovo di Napoli. Da autodidatta presso il padre, pittore anch’egli, prende vita il suo percorso artistico, agli inizi degli anni ’90. La sua formazione è sicuramente classica, attenta a non dimenticare i valori che la tradizione artistica italiana e soprattutto “napoletana”, ha saputo donare alla Cultura mondiale. Sin dagli esordi, la sua tecnica pittorica e la scelta di particolari elementi cromatici e compositivi sono permeati di quel linguaggio, che da Giotto fino all’800 italiano, passando per i grandi del Rinascimento e del Barocco, ha saputo nei secoli fare scuola a livello internazionale. La cosiddetta “Pittura minore” (l’arte da trattoria, gli ex-voto, quadri del piccolo antiquariato), che è pur sempre dotata di uno statuto legittimante, in quanto capace di assolvere ad una funzione sociale pubblica ben definita, è da considerarsi in Giaman, fenomeno fondante durante tutta la sua crescita artistica e professionale, vera e propria scuola d’Arte e di Vita, che lo porterà in breve tempo ad arricchire la sua tavolozza e le sue capacità compositive. Pur non disconoscendo il prolifico apporto all’Arte di fenomeni artistici del Novecento, di grande portata, quali ad esempio l’Espressionismo ed il Surrealismo, la sua continua ricerca mira all’esaltazione del “Bello” e del “Vero” attraverso la ”Poesia”, il realismo rimane una tappa obbligata del processo artistico ed espressivo di Giaman. Al 1999 risale la nascita dell’atelier nerodimARTE, sito in Casalnuovo di Napoli, come laboratorio d’Arte e del pensiero “Libero”, in collaborazione con Domenica Piccolo in arte Domino, compagna nella vita e nell’Arte. In questo spazio, “camera gestazionale” dell’idea prim’ancora della mera creazione artistica, prendono vita scenografie, tromp-l’oeil, ma soprattutto Falsi d’Autore, Copie in Stile e Lavori Originali, Sculture e Disegni, un lavoro serio e meticoloso approntato con tecniche tradizionali come nelle antiche botteghe rinascimentali. Il Falso d’Autore e la Copia in Stile, sono concepite, come misura del proprio valore tecnico, un modo per l’artista di confrontarsi, capire, immergersi in quelle opere che hanno fatto la Storia dell’Arte, e che le Scuole d’Arte hanno oramai smesso di fare da anni. L’uso delle nuove tecnologie viene limitato e allo stesso tempo esaltato da Giaman, in quanto gestito come atto creativo “unico” nella realizzazione di lavori sperimentali e nella Grafica digitale. Nel 2005 si laurea in architettura presso l’Università Degli Studi di Napoli “Federico II”, ma la pittura rimane però il suo unico modus vivendi. Nel 2007 consegue la qualifica di Responsabile tecnico della Diagnostica, Conservazione preventiva e della Manutenzione periodica del Patrimonio Architettonico Artistico e Storico in dotazione.

Titolo della mostra:  a dire il vero…

La mostra tocca quattro distinte tematiche, Napoli, Vita, Poesia e Rigenerazione.  In Napoli, l’artista affronta, con disinvoltura e ironia gli stereotipi napoletani, come in Napoli di fine millennio, lavoro del 1999, dove le cannucce dei panni stesi, fanno da cornice dorata al caotico paesaggio napoletano, con dolcezza, come in Il Pouf rosso, lavoro con cui ha vinto il primo premio alla I ^ Estemporanea di Pittura, “ Arte in Circolo” tenutasi nell’aprile 2012 presso la stessa Associazione Circolo Artistico Politecnico di Napoli, ma anche con durezza, quando si tratta di denunciare un malaffare politico che nell’arco di 150 anni dall’Unità d’Italia in poi, ha visto affamare le nostre terre e la stessa Napoli  di giustizia, di cultura, di industrie, impoverendo a tal punto da identificarsi nella presenza di un antistato più che nello Stato vero e proprio. Nella tela Mo’ basta del 2013, eseguita alcuni giorni dopo l’incendio della città della Scienza, Giaman comunica il suo profondo disagio dinanzi a un atto compiuto per mano della non-cultura, a danno della Cultura, un atto di stampo medievale che non dovrebbe appartenere al pensiero moderno. In Vita, la protagonista è senza dubbio la donna, vista durante il suo cammino terreno, e allora ecco lavori come Pubertà, Stella di mare, Le due amiche, ma anche Alzheimer, ritratto della nonna paterna, anche se questo lavoro vive di vita propria, in quanto nato da un’esperienza concreta dell’artista. La terza tematica, la Poesia, è un po’ l’essenza di tutto il racconto artistico di Giaman, in quanto per l’artista la Poesia è il motore del Tutto. Quando si parla di Poesia si parla di Bellezza, Armonia, Verità, la propria Verità, quella che rende tutti, nessuno escluso unici e irripetibili; l’uomo di Giaman, proprio attraverso la ”Poesia” può migliorarsi solo guardandosi allo specchio, guardandosi dentro, avendo voglia di farlo, mettendosi in gioco, giocandosi anche l’anima se occorre, e allora anche le brutture, le ambiguità, vengono purificate, esaltate nel “Bello” e nel “Vero”. Questo può e deve divenire per Giaman linguaggio auspicabile e perseguibile.Le opere che sono parte integrante di questo ciclo sono tutti lavori del 2012-2013, Mimì, Guance rosse e Finalmente dorme. In un mondo devastato da falsi messaggi, egoismi e lotte intestine, infatti, solo alla Poesia è concesso smuovere i cuori di tutti, dai potenti ai comuni cittadini. Secondo Giaman, la “Poesia” è l’unico veicolo di trasmissione possibile per l’energia a livello emozionale, dove l’Arte, intesa ora come opera letteraria, musica, pittura o altro, diviene il suo involucro, il suo imprescindibile contenitore, unica sede naturale in cui è permesso ad ogni uomo che lo desideri, il superamento di se stesso e  questo cammino non può non sfociare in un perfezionamento spirituale dell’io. Quarta ed ultima tappa, Rigenerazione.Nel lavoro Rigenerazione, 2012, che ha dato vita a questa tematica, una donna in posizione fetale è simbolo di rinascita, ma anche di Bellezza, che attraverso la Poesia investe e scuote la nostra essenza emozionale, incarna nella sua totalità l’Arte. L’Arte è una donna quindi, che nasce e rinasce dentro ogni uomo, ogni qualvolta ci si emoziona, e come le emozioni, ci accompagna da sempre. Vive e sopravvive nel nostro inconscio come il più grande tra gli strumenti di comunicazione a nostra disposizione. La ritroviamo in ogni forma, con ogni tecnica, in ogni parte del mondo dove sia avvertita la necessità di raccontare emozioni e sensazioni, gioie e dolori, insomma l’ attaccamento alla Vita e soprattutto i nostri limiti umani.  (Domino, 2012).

Parlare della pittura di Giaman può sembrare semplice grazie alla sua padronanza nel rappresentare soggetti figurativi, ma in realtà è estremamente complicato parlarne. Da notare la sua tecnica ad olio  usata con estrema efficacia, dando colpi di  luce e ombra verosimili in natura, la sua simmetria  nel rappresentare  volti e figure umane e non solo. Infatti  anche nei paesaggi, si nota una ricerca e uno studio costante verso la figura che può essere un passaggio o corpi umani. Le pennellate sono efficaci quanto basta per rendere le figure verosimili ma non incisive, fatta eccezione che non siano volute dell’artista. Egli con la sua tecnica realizza  opere di forte ed efficace impatto comunicativo, rendendole opere leggibili e trasmettendo una forza nei suoi dipinti che  pochi artisti  riescono a trasmettere con il figurativo. 

Raffaele Veneruso

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