Nola, svolta con successo la Terza Giornata di Studi in memoria del meridionalista Nicola Zitara

Sabato scorso, 13 aprile, presso l’Hotel dei Platani a Nola si è tenuta la Terza Giornata di Studi dedicata alla memoria del giornalista, scrittore e studioso meridionalista Nicola Zitara (Siderno 1927-2010), fra le cui opere ricordiamo “L’Unità d’Italia: nascita di una colonia“, “L’invenzione del Mezzogiorno – una storia finanziaria” e “Memorie di quand’ero italiano” di cui, in apertura, è stato letto un passo dal giovane aspirante attore Alessandro Arena. L’incontro ideato da Angelo D’Ambra e moderato da Gino Giammarino, direttore de “Il Brigante”, periodico a stampa e con sito web, ha avuto come ospiti  relatori, il tenente Giuseppe Di Bello, il ricercatore Carmine Conelli e l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Marco Esposito.

Da sin. C. Conelli-G. Giammarino-M. Esposito-A. D'Ambra
Da sin. C. Conelli-G. Giammarino-M. Esposito-A. D’Ambra

Saluti iniziali, in forma telegrafica, sono stati espressi da Antonio Panico, in rappresentanza della seguitissima  pagina FB “Briganti“, che ha appena abbattuto il muro dei 57.000 “Mi Piace” ed a seguire c’è stata l’articolata introduzione del ricercatore meridionalista Angelo D’Ambra il quale abilmente e con efficace sintesi ha rievocato il pensiero zitariano accogliendo l’eredità ideale ed intellettuale dello studioso calabrese al quale la giornata di studi era dedicata nella terza edizione a partire dal 2011, primo anno della sua scomparsa. Con gli strumenti suggeriti da Carlo Marx, lo studioso D’Ambra, autore di “Viva il Re, abbasso la nazione. Storie di Briganti in Terra di Lavoro”, “Il Brigantaggio postunitario in Terra di Lavoro”, ha indagato la struttura classista della società del Sud d’Italia, ha poi analizzato il colonialismo diffuso e l’espansione commerciale del Nord produttore su un Sud consumatore ed infine ha invitato il movimento culturale meridionalista ad una maggiore compattezza e concretezza.

Il promettente studioso Carmine Conelli, laureato in studi sul postcolonialismo, ha suggerito l’applicazione della metodologia acquisita, nello studio della realtà meridionale italiana storicamente prodotta e denominata come “Questione Meridionale”,  secondo un approccio scientifico di radice orientalista che concentra l’attenzione sul soggetto colonizzato, i suoi discorsi, la sua identità ed il suo vissuto percorrendo un sentiero analitico che interseca le discipline di ambito antropologico e sociologico, filosofico e storico. Nel suo brillante intervento il giovane Conelli ha sottolineato la costanza emergenziale che di volta in volta ha assunto le sembianze del colera, del terremoto, dei rifiuti, della criminalità e le modalità predatorie di stampo capitalistico a perpetuare colonialismo e gerarchizzazioni sociali, economiche e politiche, nella irrisoluta arretratezza del Sud d’Italia.

L’appassionato contributo del Ten. Giuseppe di Bello ha dato uno spaccato sulla realtà delle zone petrolifere della Basilicata dove le popolazioni subiscono l’inquinamento e le basse royalties e vengono zittite le voci critiche che provano a rivendicare i propri diritti. Il dolente richiamo alla Convenzione di Aarhus che l’Unione europea ha approvato per consentire alla cittadinanza l’accesso alle informazioni ed alla giustizia in tema ambientale e l’accorata testimonianza di Giuseppe Di Bello hanno vivacizzato l’attenzione dell’uditorio anche sul nascente sfruttamento petrolifero della Valle del Fortore, circa 700mila chilometri quadrati fra le pregiate province di Avellino e Benevento assi portanti nell’ecosistema della Campania.

Il contributo conclusivo alla giornata di studi è venuto da Marco Esposito, assessore al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Napoli,  fondatore e coordinatore del neonato (24 novembre 2012)  movimento politico “Unione Mediterranea” il quale ha presentato la sua opera letteraria “Separiamoci” che secondo il suo prefattore, Pino Aprile, “elenca tutte le ragioni che potrebbero rendere inevitabile il ritorno a un Sud indipendente”.

Il sociologo Antonio Castaldo, invitato da Angelo D’Ambra a seguire l’evento culturale ha sottolineato “l’accresciuta maturità del movimento meridionalista che oltre ai momenti celebrativi, alle rappresentazioni in costume dell’epoca borbonica, alla ineccepibile commemorazione dei tanti caduti, alla rivisitazione storica ed alla riscoperta di un patrimonio culturale, ora sta producendo occasioni di confronto e di elaborazione di un pensiero politico, non illusorio o ideologico, ma sostenuto da studi e ricerche, analisi e progetti che vanno verso il superamento di un tabù e la realizzazione di un sogno: the making of a nation”.

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