I tassisti di Gragnano chiedono un protocollo d’intesa con Castellammare

foto protestaChiedono un protocollo d’intesa tra i Comuni di Gragnano e Castellammare per poter lavorare “senza limiti territoriali”. Per questo motivo, ieri mattina i 18 tassisti della cooperativa gragnanese hanno manifestato sotto il Comune, annunciando l’intenzione di bloccare il servizio nei prossimi giorni se la situazione non dovesse sbloccarsi. La protesta ha avuto origine la scorsa settimana, a seguito delle numerose multe ricevute dai vigili per aver “noleggiato” clienti stabiesi. Ad oggi, infatti, non essendoci un patto tra i due Comuni, la loro attività non può essere “extra – territoriale”. Da qui, le contravvenzioni che hanno scatenato la protesta. “Vogliamo che il Comune regolarizzi la nostra posizione – affermano i fautori del sit – in -, perché paghiamo le tasse e abbiamo la licenza per effettuare il nostro lavoro. C’è bisogno di un patto d’intesa per consentire sia ai tassisti gragnanesi sia a quelli stabiesi di potersi muovere liberamente sul territorio, senza andare incontro ad assurde contravvenzioni”. I membri della cooperativa hanno così proclamato lo stato di agitazione, in attesa di sensibilizzare l’ente comunale a sostenere le politiche sul trasporto pubblico non di linea necessarie al territorio. “Il decreto Salva Italia promosso dal governo Monti concede molta autonomia alla categorìa di tassisti – afferma Paolo Esposito, presente ieri mattina al sit – in e membro del Silt, sindacato italiano lavoratori tassisti -. Ma i commissari prefettizi di Castellammare e Gragnano scappano e non vogliono affrontare in maniera seria questo problema”. I manifestanti hanno chiesto un incontro ufficiale con i rappresentanti degli enti locali e una risposta è attesa per i prossimi giorni. Intanto le associazioni per consumatori chiedono un servizio nuovo di trasporti per collegare le periferie cittadine con il centro. “Le periferie – afferma Terenzio Morgone, responsabile di Dimensione Civica – lamentano da anni la carenza di collegamenti con le altre zone della città. Siamo sempre stati vicini alle frazioni montane di Caprile, Aurano e Castello – continua -, nonché ai residenti del Parco Imperiale, con petizioni e richieste continue alle istituzioni”. Una delle ipotesi in campo è proprio la “riconversione” del servizio privato offerto dai tassisti in servizio pubblico.

Francesco Fusco

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