Pompei, arriva la TARES. Nuova batosta per i contribuenti

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Era stata annunciata mesi fa. Auspicata, temuta e discussa. Al posto della TARSU arriva la TARES, nuova tassa sulla gestione dei rifiuti e dei servizi introdotta dalla legge 213 del 2011. Si tratta di un debutto su scala nazionale. Ad essere coinvolti tutti i comuni indistintamente, piccoli o grandi che siano. Anche a Pompei sono in distribuzione le cartelle esattoriali con gli importi della neo imposta. Cifre considerevoli che hanno suscitato polemiche per quella che appare l’ennesima batosta fiscale “made in Italy”. Diversi cittadini pompeiani si sono visti recapitare la cifra dell’importo da versare per il nuovo tributo. Altra richiesta di pagamento per un servizio che, nella cittadina mariana, funziona a singhiozzi. Non è un mistero più per nessuno, infatti, il difficile rapporto fra il Comune di Pompei e la ditta privata “Igiene Urbana” che gestisce in appalto il servizio di gestione dei rifiuti. Una faccenda complicata nella quale a farne le spese sono i 56 netturbini che non ricevono lo stipendio da tempo. Gli operatori ecologici scioperano spesso e, nonostante si faccia di tutto per garantire l’adempimento dei servizi di base, cumuli di immondizia appaiono sovente in vari punti della città. Ma lo Stato e il fisco vanno dritti per la loro strada. E poco importa di come funzioni il servizio di gestione dei rifiuti nella cittadina mariana. Bisogna pagare e basta. E i pompaiani lo faranno. Così come tutti gli italiani, si spera, adempiranno al pagamento della nuova tassa.

Ma molti cittadini hanno le idee ancora confuse in merito. Vale la pena, dunque, approfondire alcuni punti partendo proprio dal termine TARES che sta per (Tariffa Rifiuti e Servizi). Il nuovo tributo è stato introdotto dal governo con il decreto legge n°201 del 2011. Un decreto che l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti definì come “salva Italia”. Ufficialmente la tassa è entrata in vigore a partire dallo scorso 1° gennaio. La TARES consiste in una imposta che tiene conto della superficie degli immobili. Essa si calcola sia sulle dimensioni degli stessi sia sul numero delle persone che li abitano. Più numerosa è una famiglia e più dovrà pagare. Riscuotendo gli importi che deriveranno dalla tassa, i comuni dovranno coprire in maniera autonoma i costi dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sempre con gli introiti derivanti dalla TARES, gli enti locali dovranno provvedere inoltre: all’illuminazione pubblica, alla Polizia municipale, al personale degli uffici amministrativi. La cifra da versare per la TARES servirà, dunque, per coprire diversi servizi. Ecco spiegato l’aumento di 30 centesimi per metro quadrato rispetto alle imposte precedenti (ci si dovrà però attenere ai limiti di un tetto massimo di 40 centesimi per metro quadrato). Lo Stato incasserà la parte eccedente dei ricavati derivanti dalla TARES.

Queste le informazioni preliminari sulla nuova imposta che ha bussato alla porta già di molti pompeiani. Nei prossimi giorni sarà ultimata la consegna delle cartelle esattoriali. E c’è chi dai banchi dell’opposizione comunale cittadina annuncia una serie di iniziative per i prossimi giorni. Per il momento, la cosa certa è che un ennesimo sacrificio viene chiesto alle tasche degli italiani, già parecchio in sofferenza.

Marianna Di Paolo

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