La Fiat chiede straordinari: esplode la protesta dei cassintegrati a Pomigliano

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Foto 2 (Fiat Pomigliano)Una mezza dozzina di operai della Fiat aderenti al sindacato Cobas ha occupato e poi lasciato una sede distaccata dal Comune di Pomigliano d’Arco. L’occupazione e’ stata simbolica. I manifestanti hanno steso degli striscioni all’esterno dell’edificio. Dopo un paio d’ore, all’arrivo dei vigili urbani e della polizia del commissariato di Acerra sono andati via. ”Il gruppo dirigente Fiat ha il dovere di ascoltare le richieste e le rivendicazioni che vengono da chi manifesta a Pomigliano per un diritto fondamentale, e costituzionale, come il diritto al lavoro”. Lo dichiara il vice capodelegazione del Pd al Parlamento europeo Andrea Cozzolino. ”Istituire – afferma – le turnazioni di sabato per il recupero produttivo, mentre quasi la meta’ degli operai non e’ stata riassunta dalla newco nonostante gli accordi prevedessero la ripresa al lavoro per tutti, suona come una beffa inaccettabile per i lavoratori e per le famiglie che intorno a loro vedono solo il deserto occupazionale e l’assenza di prospettive”. ”Occorre quindi da parte di Fiat un gesto nella direzione della riaffermazione del diritto al lavoro e della dignita’ delle persone. Allo stesso tempo, e’ importante che anche tra chi manifesta prevalga sempre il buon senso e ogni gesto dimostrativo non degeneri mai nella violenza”, conclude Cozzolino. Uno sciopero per il prossimo 22 giugno nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco e’ stato annunciato dallo Slai Cobas, tra gli organizzatori dei presidi attuati stamani per protestare contro il primo dei due sabato di recupero concordati per far fronte ad un picco produttivo. ”I presidi organizzati unitariamente con la Fiom – afferma il sindacato di base – segnano un’importante svolta sindacale e politica, in quanto e’ la prima vera mobilitazione operaia contro la ‘dittatura’ in fabbrica tentata dal Lingotto e dai sindacati inesistenti, estranei ai lavoratori”. Dallo Slai Cobas, poi, arriva l’annuncio di un ”dettagliato e documentato dossier-Fiat, per suffragare la richiesta di nazionalizzazione dell’azienda”, che sara’ reso noto nei prossimi giorni. Gli esponenti del sindacato di base, infine, stigmatizzano il ”comportamento delle forze dell’ordine”, in merito agli incidenti avvenuti nei pressi del varco 1, dove alcuni manifestanti sono venuti a contatto con carabinieri e poliziotti “Il presidio di Pomigliano era per difendere il lavoro e la Costituzione. E’ inspiegabile lo spiegamento di forze dell’ordine”. Cosi’ il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta le tensioni oggi davanti allo stabilimento Fiat durante un presidio dei metalmeccanici della Cgil. Un presidio, spiega, “non era contro gli operai ma per chiedere che tutti i dipendenti rientrino al lavoro, attraverso l’uso dei contratti di solidarieta’, e per chiedere che cessino le discriminazioni in atto nello stabilimento Fiat”. Proprio per questo, aggiunge, “non abbiamo compreso lo schieramento di polizia che ha accompagnato il presidio. Non c’era nessuna questione di ordine pubblico che giustificasse un uso simile dei soldi e delle risorse pubbliche, visto che il presidio aveva l’obiettivo di difendere il lavoro, la democrazia e la Costituzione, i cui principi sono costantemente violati dall’Azienda, non solo a Pomigliano”. La Fiom per questo “ritiene utile un incontro con il ministero dell’Interno e con il governo” affinche’ sia salvaguardato il futuro produttivo e occupazionale della Fiat e dell’indotto, “messi a rischio dalle scelte di questo management”. E per rafforzare le richieste ha annunciato “uno sciopero con manifestazione a Roma per il 28 giugno dei lavoratori del Gruppo e di quelli della componentistica”.

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