Ercolano, scarichi di liquame, allarme inquinamento

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approdo borbonicoAllarme inquinamento a Ercolano. Come sempre solo l’attenzione di mass media nazionali accende i riflettori su un’emergenza denunciata  più volte in passato dal nostro giornale in modo dettagliato. Sembra che solo oggi gli addetti ai lavori in seguito ad una trasmissione televisiva a tema andata in onda giorni addietro si accorgano degli scarichi di liquami fuori legge nel perimetro costiero compreso nell’approdo borbonico di Villa Favorita. Solo oggi ci si accorge dei cittadini ercolanesi che violando palesemente il divieto di balneazione esposto dalla capitaneria di porto di Torre del Greco trovano nelle acque inquinate refrigerio alla calura estiva. Francamente è avvilente prendere atto del lassismo, della sufficienza gestionale e dell’approssimazione con la quale chi governa la città si relaziona alla comunità. Con un’area cimiteriale in buona parte off limits per i disabili, con una nuova  caserma per i carabinieri situata in località Miglio d’Oro (già via Doglie)  sequestrata per abusi con tanto di cartello identificativo recitante Ministero della Difesa e con la crisi economica che ha determinato la chiusura di storiche attività commerciali di Ercolano non si comprende come dal palazzo di città tutto taccia quasi si parlasse di una realtà urbana ben diversa da quella ercolanese. Squadra che sbaglia si cambia ma non a Ercolano: al contrario nella cittadina vesuviana vige da sempre il penoso motto “fin che la barca va lasciala andare” poco male se poi a pagarne le spese sono gli onesti contribuenti, se la disperazione scaturita dalla scarsa comunicazione tra Comune e residenti spinge un lavoratore a compiere un gesto estremo pur di attirare l’attenzione su una crisi senza precedenti. La gente ormai diserta sistematicamente le sedute consiliari avvilita e  delusa dall’apatia di chi in periodo elettorale pascolava per le principali arterie cittadine promettendo mare e monti pur di garantirsi l’elezione a consigliere comunale, ovvero il gettone di presenza per il relativo quinquennio. Forse anche per voltar pagina, per “cambiare” occorre un coraggio e una dignità superiore a quella palesata ad oggi dall’amministrazione comunale.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.

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