Scavi di Pompei,Cisl-Uil:”Incassi e turisti crescono,salari no”

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private-tours-of-pompeiiTrend positivo nel 2013 negli Scavi di Pompei, con aumento di visitatori ed introiti. A sciorinare numeri e cifre sono Antonio Pepe, segretario della Cisl, e Maria Rosa Rosa, segretario della Uil, che sottolineano il contributo di lavoratori e sindacati .  “Dal primo gennaio al 30 giugno 2013 –  scrivono i sindacalisti – sono stati registrati oltre 1milione di visitatori e un incasso di circa 9milioni evidenziando una crescita di 36mila presenze in più rispetto allo stesso periodo del 2012. Dai dati registrati si rileva che il 15% dei visitatori e il 12% degli incassi per la presenza turistica registrata nei primi sei mesi è dovuto all’ampliamento dell’offerta culturale, derivata dall’abolizione della chiusura settimanale che ha consentito e consente tuttora l’apertura al pubblico delle aree archeologiche della ex Soprintendenza di Pompei sette giorni sette per 365 giorni all’anno, a differenza degli altri siti nazionali nonché della stessa Soprintendenza di Napoli e Pompei. Una scelta strategica messa in campo, in via sperimentale dal 1989, dall’ex Soprintendente di Pompei Baldassare Conticello e dalle Organizzazioni Sindacali, con il solo obiettivo di aumentare la fruibilità e la competitività degli Scavi nei confronti delle realtà museali internazionali. Una scelta di campo consolidata nel 2001, con il City-Manager Giuseppe Gherpelli, sempre previo accordo sindacale, anticipando l’apertura al pubblico di 30 minuti, alle ore 08,30 anziché alle 9, consentendo l’apertura ordinaria del sito per circa 3.830 l’anno, nelle quali vanno annoverate anche le 700 ore di apertura straordinaria”.

Riportato il dato favorevole i sindacati non possono che aspettarsi un dialogo con l’amministrazione, anche in vista dell’incontro di lunedì col ministro della cultura Massimo Bray. “Quest’iniziativa conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la necessità che l’amministrazione collabori con il sindacato al fine di potenziare un’offerta culturale che si adatti ad un turismo di qualità. ’aumento costante di visitatori stranieri è un dato eccellente che documenta la straordinaria attrattività e produttività dell’area archeologica di Pompei anche in un momento di crisi economica internazionale, per questo siamo convinti che susciterà anche l’attenzione del Governo verso questo segmento specifico del turismo culturale anche in rapporto alla gran percentuale di presenze di cittadini esteri. Nel nostro territorio Pompei rappresenta l’unica realtà che da un po’ di fiducia e speranza in un momento particolarmente difficile per l’economia nazionale, ad albergatori, ristoratori, gestori di chioschi, di bancarelle, guide turistiche, tassisti e all’intera imprenditoria locale. È evidente come l’area archeologica di Pompei, proprio grazie ai dati estremamente positivi a dispetto della crisi, sia l’azienda più fiorenti del territorio e che negli anni ha ulteriormente consolidato il proprio ruolo di principale attrattore dell’offerta turistica culturale, con ottime prospettive di ulteriore crescita”.

Oltre al dialogo c’è anche la questione economica: mancano incentivi per i lavoratori a fronte del maggiore sforzo  che permette il successo odierno. Questi risultati, sostengono Pepe e Rosa Rosa, in “una qualsiasi azienda privata, avrebbero certamente portato ad un premio di produttività per i dipendenti al fine di motivarli ancora di più. A Pompei invece  – concludono i sindacati – non solo non portano incentivi al  personale, ma hanno causato soltanto un notevole aggravio di lavoro, anche in considerazione della ormai nota carenza di addetti, personale che in cambio di tanto in tanto anziché raccoglierne meriti viene denigrato”.

Claudia Malafronte

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