I ministri agli Scavi, Bray: “Presto aperte dieci domus”

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Due ministri in visita agli scavi di Pompei, con tanto di tour dell’area archeologica e incontro con la Commissione Beni culturali del Senato. Bray e Trigilia hanno fatto un nuovo blitz in Soprintendenza prima delle vacanze estive per fare il punto della situazione sull’evoluzione del Grande Progetto Pompei.
Prima di una visita turistica e di un controllo al cantiere della casa del Criptoportico, il ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, ha velocemente parlato con la stampa: “Siamo qui per garantire una migliore fruizione dell’area archeologica, l’esecuzione dei restauri e l’organizzazione di quella che è una vera e propria città all’interno della città. L’utilizzo dei fondi europei? Procede bene, impegneremo la metà delle risorse, circa 50 milioni, entro fine anno. Stiamo inserendo forze giovani in Soprintendenza, cercando anche nuove misure per accelerare l’assegnazione dei lavori nell’ambito del GPP”.
Poi è toccata al ministro dei Beni e le attività culturali, Massimo Bray, che ha dribblato le domande più fastidiose sui soli 3 cantieri aperti rispetto ai 39 previsti e sui forti ribassi operati (oltre il 50%) dall’unica ditta assegnataria degli appalti.
“Se sono qui – ha spiegato Bray – è perché è mio dovere essere chiaro sulla gestione di un patrimonio dell’umanità come Pompei, simbolo del Paese. Tutti dobbiamo dimostrare che con il Grande Progetto vinceremo la sfida e porteremo avanti gli impegni presi con l’Europa, ma per farlo dobbiamo fare sistema”.
Sul perché della presenza di ben due ministri a Pompei, il titolare del Mibac ha aggiunto: “Trigilia ha dimostrato sensibilità sul tema e mi è stato molto vicino per trovare le forme migliori per l’utilizzo dei fondi europei a nostra disposizione per la valorizzazione dei nostri beni, e non parlo solo di Pompei. Bisogna coinvolgere tutte le istituzioni, ed uno dei maggiori problemi è che il Governo individui il modo di sbloccare i fondi, e presto darà risposta su questo”. Poi l’annuncio ad effetto, rilanciato anche su Twitter: “Presto apriremo 10 nuove domus al pubblico, sfruttando l’assunzione di personale”.
Sui privati, Bray ha un progetto: “Nessuna preclusione per chi vuole valorizzare il patrimonio culturale, ma serve un quadro di norme chiare per poi permettere la partecipazione, con controlli. La legge già permette di contribuire alla valorizzazione, ma per sponsorizzazioni o altro bisogna valutare”.
Tornando sui bandi in corso, Bray ha concluso: “Un punto qualificante è la grossa attenzione sull’aggiudicazione delle gare. Su questo bisogna valutare quotidianamente il rispetto della legalità. Non nascondiamo che in passato ci sono stati dei problemi”.
“Abbiamo chiesto a Bray – ha affermato a fine incontro Andrea Marcucci, presidente della Commissione Beni culturali del Senato in quota Pd – che vengano rispettati i tempi del Grande Progetto. Entro fine luglio dobbiamo raggiungere 20 milioni di spesa ed entro fine anno quota 50, ne va della buona riuscita del GPP”.
Presente all’incontro anche Gianni Puglisi, presidente del Cni Unesco che ha detto: “A nessuno, nemmeno all’Unesco, conviene che Pompei venga cancellata dalla lista dei patrimoni dell’umanità, sarebbe una sconfitta dopo vent’anni di lavoro. Abbiamo chiesto a Bray di rispettare i tempi e di prevedere piani per l’assunzione di nuovo personale, perché Pompei va gestita con piani straordinari ed ordinari. Dal ministro abbiamo avuto rassicurazioni importanti”.

Dario Sautto

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