Torre Annunziata: “I Sogni Rubati”, il libro di Piedepalumbo presentato alle Terme Vesuviane

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libroUn racconto, un romanzo, un espressione sulla vita odierna, sull’attualità, una metafora dell’esistenza. È questo che ha voluto esprimere Salvatore Piedepalumbo nel suo libro “I sogni rubati”.

La presentazione è avvenuta giovedì 26 settembre presso le Terme Vesuviane di Torre Annunziata. Con il suo manoscritto d’esordio l’autore ha voluto esprimere tutta la sua critica su chi non si interroga più sull’esistenza, sul senso della vita, sull’ importanza dei valori. Ha presentato la nostra società come un apparato legato all’effimero, alle passioni, ai desideri, ai mass media che producono monotonia e solitudine.

Punto focale del libro, che passa attraverso il personaggio principale Savio, c’è una riscoperta della fantasia, della creatività e dei valori.

A presentare il libro c’erano oltre all’autore rappresentanti della cultura, della scuola e del giornalismo. «Sono rimasta molto colpita dalla frase iniziale del libro “questo libro è stato scritto per colui che si interroga” – ha sottolineato la giornalista Cristina Casciello – è un monito nei riguardi del lettore. Non sono banalità quelle messe in atto dall’autore, ma cerca di far confrontare il lettore con i quesiti esistenziali della vita. Savio il personaggio principale del libro rappresenta la curiosità che lo spinge ad andare oltre. Affronterà delle avventure che lo porteranno dal suo pianeta natale fino alla terra. In questo viaggio cercherà di interrogarsi e darsi delle risposte a tutto ciò che vive».

«Savio  – ha aggiunto l’autore – è il fanciullo che vive in ognuno di noi. Rappresenta l’ingenuità e la purezza dell’essere umano, legata ad una voglia di conoscenza. La gente ha smesso di interrogarsi e di chiedersi il perché. Viviamo in uno stato di narcosi generale, in cui ognuno di noi passa il tempo a parlare di cose futili e banali. Internet e i mass media hanno le maggiori responsabilità.

Sta nascendo una generazione robotizzata. Tutti vogliono rincorrere il successo, il potere e il denaro. Quindi l’uomo ha perso sè stesso e il significato della sua stessa vita. L’edonismo e il piacere ci stanno facendo sprofondare. È necessaria la ricerca di valori perduti e lo stimolare in primis i giovani alla creatività, alla contemplazione».

Aniello Danilo Memoli

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