Pompei: D’Alessio non cade, tanto rumore per nulla

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Doveva essere la Waterloo di Claudio D’Alessio e, invece, è stata un’altra giornata di ordinaria follia in consiglio comunale. L’opposizione, per dirla con De Andrè, “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.

Del famigerato documento di sfiducia, tramato dalla minoranza in combutta con i dalessiani scontenti, non è pervenuta traccia. L’undicesimo uomo non è stato trovato e la maggioranza si avvia compatta a fine mandato.

Unica novità della giornata, la defezione di Luigi Amitrano (Alleanza di Centro) che passa con l’opposizione, per voto ma non per posto, rimanendo silenzioso al lato dell’emiciclo occupato dalla maggioranza. Si tratta, tuttavia, di una defezione annunciata. Proprio Amitrano, infatti, era stato l’unico a non firmare la chiamata alle armi di D’Alessio, ovvero il documento, affisso per le pubbliche vie, in cui i consiglieri di maggioranza giuravano fedeltà al capo.
Nessun altro della compagine di governo ha, però, osato saltare lo steccato, restituendo la parola alle urne. Forse il timore del verdetto è stato maggiore dell’opportunità di allontanarsi da un’amministrazione al tramonto.

La minoranza fa le pulci al programma di opere pubbliche e al bilancio di previsione, ci prova in tutti i modi a spuntarla, evidenziando contraddizioni, chiedendo lettura delle relazioni (il comune non sarebbe stato aperto sabato per l’accesso agli atti). A replicare ci sono i dirigenti, e neanche tutti, che danno risposte tecniche non politiche. Per il governo cittadino parlano soltanto D’Alessio, Claudio Alfano, Giuseppe Leone e Vincenzo Manocchio. Gli altri assessori, come Giuseppe Tortora o Pasquale Avino, chiamati a dar conto da un’opposizione agguerrita, non ci sono o sono andati via.

Alla fine, il bilancio passa, le opere pubbliche pure, e il sindaco archivia un’altra, cruciale, vittoria. Il malcontento dei suoi rimane fuori dal Palazzo dove la maggioranza, per ora, ancora tiene dopo quella che sembrava la fuga definitiva dei topi dalla nave che cola a picco. L’opposizione colpisce ma non affonda D’Alessio che, ai minimi della popolarità, resta a galla nonostante le falle.

Claudia Malafronte

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