Pompei: Super Plastik, il comune si disinteressa di aziende e lavoro

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Super-Plastik-pompeiIl consiglio comunale è archiviato ma per la città nulla è cambiato. Questa verità universale trova conferma nella vicenda particolare della Super Plastik.

L’assise cittadina, impegnata a conferire l’ennesima cittadinanza onoraria, ha completamente trascurato il caso dell’impresa pompeiana, che nessun consigliere ha menzionato nonostante lo sforamento continuo dell’ordine del giorno.

Il cimitero, si sa, fa più gola, la questione della Cartiera anche. A chi può interessare, invece, una piccola azienda di imballaggi della periferia, che vive e prospera a via Casone, dimenticata o intralciata dal governo cittadino? A chi interessano i suoi quaranta dipendenti e quelli che potrebbero essere assunti con il rinnovo dell’opificio e degli impianti?

All’azienda pompeiana manca, infatti, solo il placet dei consiglieri per avviare la tanto agognata riqualificazione. Una riqualificazione cui ha diritto per una sentenza del TAR Campania (sent. 03649/ 2013) del 12 luglio scorso. Una riqualificazione cui aveva diritto già nel 2010 in base al consenso unanime della conferenza dei servizi riguardo al permesso richiesto nel lontano 2007.

Vista la disattenzione dell’amministrazione, la Super Platik ha diffidato il comune ad ottemperare alla sentenza dei giudici della terza sezione. Unica risposta ricevuta, la convocazione di impresa e sindacati da parte del presidente del consiglio comunale Ciro Serrapica (PD). Quest’ultimo, del resto, era stato fortemente criticato in città in quanto non solo è responsabile dell’odg ma anche originario della periferia in cui è ubicata la fabbrica, da sempre suo bacino elettorale.

A raccontare l’incontro è uno dei sindacalisti, Giovanni Berritto (CGIL): “Il presidente del consiglio comunale ci ha assicurato l’interessamento del comune alla nostra problematica. Inoltre il sindaco (Claudio D’Alessio, ndr) ha inviato una lettera al dirigente dell’ufficio tecnico, l’ingegner Michele Fiorenza, affinchè prepari la relazione necessaria a convocare la conferenza dei capigruppo e successivamente porre la questione in consiglio comunale. Siamo fiduciosi, ma continueremo a vigilare”.

Al di là dei toni concilianti i vertici dell’azienda e i lavoratori sono sul piede di guerra e non credono alle rassicurazioni ricevute. I tempi tecnici invocati dall’amministrazione appaiono incomprensibili per l’impresa. Il provvedimento del TAR risale al luglio scorso. La conferenza dei servizi al 2010. Da allora sono necessari ulteriori atti e accertamenti da parte di un comune che dovrebbe ormai conoscere approfonditamente la questione? E seppure questi atti erano necessari non potevano essere fatti prima, in modo da discuterne al primo consiglio comunale utile, ovvero quello di ottobre? Come mai il comune, solerte nel salvaguardare, legittimamente, i posti di lavoro alla Cartiera, abusiva per il Consiglio di Stato, non lo è stato altrettanto per garantire e ampliare i posti di lavoro alla Super Plastik, vittoriosa al TAR?

Ciò che lascia perplessi, al netto di cittadinanze e feste improbabili, è l’insensibilità dell’amministrazione per le problematiche del lavoro e delle imprese, a meno che non assurgano a dimensioni faraoniche. Come spiegarsi, altrimenti, gli ostacoli incontrati dall’unica azienda pompeiana che intende investire, allargarsi e dare lavoro invece di toglierlo?

Il tutto nel silenzio agghiacciante di una città che crede che sia solo un racconto di periferia, che riguarda un imprenditore che ha scelto di agire nella legalità invece di aggirarla con vie più facili e veloci. L’amara e continua conferma, quindi, della “saggezza” meridionale per cui il rispetto delle regole non paga ma costa, il diritto è sostituito dal favore e, alla fine, ciascuno è solo davanti alla propria piccola storia di ingiustizia quotidiana.

Claudia Malafronte

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