Il presepe degli chef dai maestri di San Gregorio Armeno

220

napoli_sgregorioIl gotha della gastronomia italiana raffigurata sul presepe napoletano. Chef stellati, critici enogastronomici affermati, scolpiti dal maestro artigiano della terracotta di San Gregorio Armeno, Marco Ferrigno, figlio dell’indimenticabile don Peppino, famoso per aver esportato presepi in tutto il mondo.


La costruzione natalizia presentata in occasione dell’inaugurazione del sito corteseway.it vuole essere una panoramica sui grandi interpreti della cucina italiana in chiave partenopea, ha dichiarato Marco che ha frequentato l’accademia di belle arti, tra gli innovatori del presepe tradizionale. Sulle bancarelle e le bacheche della famosa stradina, tra il decumano superiore e quello inferiore di Neapolis, fino a qualche tempo fa solo statuine di politici, attori, attrici, calciatori, ora in esclusiva, tra casette coperte da muschio, cascate, mulini, Ciccibacco sono comparsi venticinque personaggi più rappresentativi della buona tavola da don Alfonso Iaccarino a Gualtiero Marchesi ad Enzo Vizzari e Stefano Bonilli, Massimo Bottura, Antonello Colonna, Carlo Cracco, Mirko Romito, Mauro Uliassi, Nadia Santin,il tedesco Heinz Beck, adepto della cucina nostrana. Le sculture, alte venticinque centimetri e tre mesi di lavoro. Un viaggio tra memoria presepiale e realtà contemporanea. L’intenzione è quella di creare una sorta di insolita guida figurata e tridimensionale dove ogni anno entreranno od usciranno nomi della scena nazionale.
L’idea di riprodurre i personaggi più rappresentativi della nostra gastronomia è partita da Maurizio Cortese, imprenditore foodwriter per caso e per diletto, come lui stesso ha dichiarato in occasione della presentazione del portale multilingua corteseway.it per viaggiare e scoprire la Campania bella da vedere e buona da gustare. Il primo presepe al mondo composto dai volti dei maggiori chef italiani è un work in progress ed ogni anno sarà aggiornato. Curiosa e divertente la statuina di don Anfonso con il cane che fa la pipì sulle scarpe di Gianfranco Vissani per porre l’accento sulla simpatica rivalità tra i due grandi chef.

 

Alla scenografica rappresentazione del presepe degli chef che sostituisce il bue, l’asinello e i re magi con personaggi che traspirano vitalità, intenti a preparare cibi raffinati, erano presenti nella corte settecentesca del boutique hotel di Piazza Bellini, nel centro storico di Napoli, Livia e Alfonso Iaccarino con il figlio Ernesto, che insegnano i segreti della cucina mediterranea con corsi riservati ai propri ospiti. Antonino Cannavacciuolo (premiato ai fornelli e in televisione per la versione italiana del programma “Cucine da incubo”), Alfonso Caputo de “La Taverna del Capitano”, la signora Angelina di “ ‘E Curti”, Ciccio Sultano, Massimo Crippa, Mauro Uliassi. Altri nomi noti del parterre enogastronomico locale.
Il neonato sito, corteseway.it è una consulenza personalizzata – ha dichiarato l’autore – per costruire itinerari di viaggio alla scoperta delle eccellenze della Campania: dalla Penisola Sorrentina alle province interne e meno battute. Non solo gastronomia ma cultura dei territori e delle loro più indicative espressioni. Il tutto accompagnati da chi conosce queste realtà da sempre. Il Cortese di nome e, di fatto, entra dove altri non facilmente arrivano, nelle cucine dei grandi chef, nei laboratori dei piccoli artigiani del buon cibo – casari, allevatori, maestri pizzaioli nelle aziende che fanno grande l’Italia come pastifici e case vitivinicole. Il portale è tradotto in sette lingue con luoghi e indirizzi senza alcun fine se non il piacere di raccontare storie e persone.

Mario Carillo