Municipalità abbandonate dal Comune. Piscopo: pronti dieci milioni di euro per progetti

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Comune di NapoliAbbandonate al proprio destino ed impossibilitate a prendere parte attivamente alla gestione della cosa pubblica. E’ questo il quadro tracciato dai rappresentanti delle municipalità napoletane presenti ieri al dibattito pubblico organizzato da Città di Partenope con il Municipio di Scampia dal titolo “Perché Napoli non funziona? 10 Città napoletane a confronto.”

A dare il la alla querelle è stato infatti l’intervento di Orlando Corsetti, già Presidente del Municipio di Roma Centro Storico e Consigliere dell’Assemblea Capitolina di Roma e Presidente della Commissione Commercio, che ha raccontato come funzionano i Municipi romani evidenziando come il sistema legislativo di Napoli e Roma non sia poi così dissimile in fatto di gestione del bilancio visto che anche i Municipi romani non gestiscono soldi propri. Però, di fatto, ha spiegato Corsetti, Roma può contare su Municipi che sono piccoli Comuni capaci di indirizzare progetti del comune centrale. Un caso virtuoso è stato ad esempio quello degli alloggi popolari garantiti in un primo momento solo ai nuclei familiari e poi grazie al Primo Municipio anche a padri divorziati ed altre categorie.

Immediata la reazione dei presidenti di municipalità partenopei: “Siamo qui a raccogliere solo i problemi della gente, vi è una certa frustrazione nel nostro ruolo sul fatto di non poterli risolvere”, ha commentato Giuliana Di Sarno, presidente della III Municipalità , “ho conosciuto una realtà incredibilmente problematica e priva risorse, sono arrivata pensando di poter cambiare le cose ma posso fare davvero poco”. Stessa canzone per Francesco Chirico, presidente della II Municipalità: “Ho la convinzione – ha detto – che le Municipalità giochino un ruolo decisivo nella gestione del territorio, depotenziato da una riforma che ha mostrato tutte le sue debolezze poiché non è stata data autonomia di gestione delle risorse finanziarie ad enti di prossimità che sono invece il vero baluardo della democrazia e di un compiuto rapporto cittadino-istituzioni”. Ancora, anche Angelo Pisani, presidente della VIII Municipalità, ha dichiarato a sua volta che “è assurdo che in due anni e mezzo il Comune non ci abbia mai coinvolto nei programmi e nelle scelte, solo una volta ha richiesto il nostro aiuto durante una delle tante emergenze, quella dei nubifragi e inondazioni. Siamo enti tagliati fuori, non ci vediamo nemmeno per un caffè”. Un de profundis senza eccezioni insomma, che lascia intravedere però un desiderio di maggiore attività da parte di chi, fin qui, non ha avuto modo di fornire risposte concrete ai propri elettori. “E’ assurdo dover gestire un non potere o un potere misurato persino sugli alberi: fino ad 10 metri di altezza la manutenzione dipende dalla municipalità e da 10 metri in poi dal Comune”, ha ribadito infatti anche Paolo De Luca, vicepresidente della V Municipalità, secondo cui i presidenti dovrebbero “chiedere a gran voce di poter disporre del territorio come meglio si crede dato che siamo noi a stretto contatto con le comunità mentre il Comune si dovrebbe interessare di temi più elevati”.

Unanime è stato insomma l’appello al Comune di lasciare maggiori responsabilità alle Municipalità e potere di spesa o quanto meno poterla indirizzare per non far sì che Napoli sia nuovamente classificata tra le città meno vivibili d’Italia. Anche in vista della prossima costituzione della città metropolitana più grande d’Italia, ricordata a sua volta dal presidente del Consiglio Provinciale Luigi Rispoli .

A tutti loro, ha risposto allora Carmine Piscopo, Assessore alle Politiche urbane, urbanistica e Beni comuni di Napoli, che ha detto : “bisogna ripartire da ciò che a Napoli funziona, e lavorare sul legame che invece è forte tra Giunta, Consiglio Comunale, Municipalità e Collettività. Raccogliamo l’invito di Città di Partenope e lanciamo a nostra volta una proposta: garantiremo a stretto giro un milione di euro a Municipalità, presentateci dieci progetti di questo valore, uno a testa, e li realizzeremo insieme”.

Soddisfatto il pubblicitario Claudio Agrelli, ideatore dell’evento, che ha sottolineato : “non esiste impresa in cui il ruolo non coincida con la responsabilità e le municipalità, che hanno anche un costo notevole per noi contribuenti, devono poter raccogliere oneri e onori di ciò che fanno realmente non possiamo avere a che fare con presidenti di municipi che aprono le braccia e scaricano la problematica sul Comune centrale. Se i cittadini li hanno eletti, allora devono poter dare delle risposte concrete o viene meno il concetto stesso di democrazia. Il cittadino quando vota è partecipa alla politica del suo territorio, guai a togliere questo stretto legame tra comunità e amministrazione: le città e i quartieri migliori guarda caso sono quelli dove vi è un forte senso della comunità e della appartenenza, un esempio a Napoli è il Vomero. Chi è del Vomero si sente vomerese, e l’aspetto di quel quartiere è un po’ di verso anche per questo”.

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