Hamsik e Inler troppo importanti, ma con la Juve sconfitta senza scusanti

Hamsik maglia mimeticaIl Napoli è uscito sconfitto dallo Juventus Stadium, con un passivo ingeneroso rispetto allo svolgimento della partita, non tanto per l’atteggiamento remissivo in avvio gara, ma perché a tratti è stato travolto a centrocampo. La stessa tattica guardinga era stata adottata da Benitez a Roma e se gli episodi fossero stati a nostro favore poteva essere tutt’altra gara, ma anche a Firenze dove con accortezza e cinismo si è risusciti a vincere una partita difficile. In entrambe le circostanze però i partenopei misero in mostra un centrocampo solido e reattivo riuscendo ad arginare, sul nascere, le iniziative avversarie. Ecco qual è stato il punto dolente di Torino: i calciatori di metà campo che avrebbero dovuto interdire e proporre soluzioni proficue per gli attaccanti. In questo settore sono venuti meno due calciatori che dovrebbero essere, nelle intenzioni di tutti, i “signori del centrocampo”: Inler ed Hamsik. I due se non tornano quegli splendidi calciatori che abbiamo ammirato in passato, il primo ad Udine ed il secondo ad inizio campionato, non si può assolutamente pensare di lottare per il titolo nazionale. È impensabile, come avvenuto a Torino, concedere il dominio del centrocampo ad una squadra come la Juve che proprio in quel settore ha tanta qualità ed intensità. Il Napoli è stato travolto proprio a metà campo; i bianconeri avevano immense praterie dinnanzi a loro ed attaccavano da tutti i lati. Nessun filtro e scarsa opposizione in quel settore del campo; Pirlo godeva di libertà assoluta e sappiamo tutti come sia determinante questo calciatore in una compagine calcistica. Il solo Behrami poteva ben poco di fronte al furore agonistico avversario. Inler con il suo gioco scolastico e scarsa interdizione, Hamsik, ancora una volta, spettatore non pagante. L’unico calciatore propositivo era Lorenzo Insigne che con estro e fantasia provava la giocata risolutrice e qualche buon passaggio in profondità; in un paio di occasioni ha messo i brividi a Buffon. Il folletto di Frattamaggiore però predicava nel deserto perché mal assistito dai compagni di reparto. In tale contesto Higuain rimaneva isolato nella metà campo avversaria ed in balia dell’arcigna difesa bianconera che, comunque, in un paio di occasioni ha rischiato di soccombere alla classe dell’argentino. La difesa ha fatto ciò che poteva con Reina sugli scudi ed assolutamente incolpevole sulle reti. Albiol e Fernandez hanno fatto il massimo in una serata dove il centrocampo non faceva filtro e spuntavano juventini da tutti i lati. Prove sufficienti di Maggio ed Armero, un po’ in ombra stranamente Callejon che non è mai riuscito ad entrare in partita. Ci preme sottolineare però e non vuol essere una scusante alla sconfitta che la prima rete della Juve era in evidente fuorigioco, come sancito dai mezzi tecnici televisivi e ci sono pesanti ombre sui due falli subiti in area dal “Pipita”. La sconfitta di tre reti per il Napoli è ingenerosa, per come si è svolta la partita, la Juve meritava di vincere ma non con quel passivo. La differenza l’hanno fatta i due eurogol di Pirlo e Pogba mentre le sortite del Napoli non sono andate a buon fine. Dopo la sosta, per gli impegni della Nazionale, speriamo di rivedere il miglior Napoli quello che può farci sognare ed ambire a qualcosa d’importante. Ultima annotazione prima di chiudere il capitolo Juventus va senza alcun dubbio al loro tecnico Antonio Conte. Che sia un ottimo allenatore per il campionato italiano lo stanno dimostrando i fatti, ma la sua superbia sta superando i limiti. Prima della gara ha lanciato stilettate ad un tecnico come Benitez (“se non vince lo scudetto non ha fatto niente”) che non deve dimostrare nulla a nessuno: i vari trofei internazionali conseguiti palano per lui. Dopo la partita si è risentito con chi aveva messo in evidenza la prima rete juventina in fuorigioco ed i due rigori non concessi al Napoli. Dulcis in fundo: ha preteso di parlare dopo Benitez nel post-gara per regolarsi di conseguenza. Temeva forse che il tecnico azzurro potesse addurre scusanti e replicare a dovere. Conte sta mostrando un’alterigia ed una presunzione senza limiti. Se avesse vinto sinora, specie in campo europeo, quanto Benitez sarebbe inavvicinabile. Il suo atteggiamento, comunque, non piace a nessuno.

Annibale Nuovanno

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