Volla, chiusura mercato ortofrutticolo: gli operatori in rivolta

288

mercato volla

La questione del trasferimento dell’area mercatale del Comune di Volla dura da più di quindici anni ed ora le mancate predisposizioni delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute da Navarra a Guadagno hanno portato a questi risultati.

 Quello che emerge è che nessuno mai ha preso in considerazione seriamente la delocalizzazione del mercato ortofrutticolo: solo accordi di programma mai definiti nel tempo.

Secondo la legge regionale il mercato deve essere minimo di 10mila metri quadrati. Pezzatura che l’area mercatale di Volla deteneva: 5mila metri quadri sono di proprietà del Comune mentre l’altra metà è di privati a cui veniva corrisposto un fitto. Il problema è sorto quando uno di questi, titolare di circa 2500 metri quadri, ha richiesto la restituzione del terreno. Questo privato ha vinto una causa legale che ha una sentenza esecutiva già dal mese di luglio senza che l’amministrazione si attrezzasse per una delocalizzazione o per uno spostamento con termini ben chiari e favorevoli agli operatori, nel Centro Agro Alimentare di Napoli.

E’ arrivato anche l’ufficiale giudiziario per prendere possesso dell’area e ritornerà nel prossimo mese di febbraio. Ma non è tutto, perché nello scorso mese di novembre sono scaduti i contratti di locazione delle varie cooperative che operano all’interno del mercato ortofrutticolo. Quindi ora si  sono venuti a sovrapporre due problematiche che dovevano essere ben note all’amministrazione: i contratti in scadenza e la mancanza dei requisiti del mercato dopo la sentenza positiva per il proprietario di 2500 metri quadri del terreno. In tutto questo l’amministrazione comunale non si è preoccupata di attivarsi né per una proroga né per l’espletamento di nuovi bandi di gara.

pasquale petroneA ben vedere, emergono responsabilità da parte della vecchia amministrazione dell’ex sindaco Navarra, ora il presidente del consiglio comunale, infatti proprio sotto il suo governo cittadino si iniziò a discutere della questione. “Hanno fatto in modo da far slittare i tempi per delocalizzare il mercato al Caan, loro stessi non hanno mai inserito all’ordine del giorno la questione del trasferimento – ha commentato Pasquale Petrone, ex presidente del consiglio ed attuale consigliere comunale di minoranza in forza all’Udc – La problematica, nonostante i numerosi accordi di programma, non è mai stata affrontata ma anzi è stata derubricata perché la politica diceva che il Caan non decollava.

Ci sono tre accordi di programma, che sono accordi di principio che andavano definiti nei dettagli e perfezionati con tavoli tecnici. All’epoca abbiamo combattuto con Afragola con l’allora presidente della Regione Bassolino che voleva il Caan proprio nella sua città ma alla fine l’abbiamo spuntata noi di Volla. Eravamo convinti che fosse un’occasione di sviluppo per la città perché oltre al mercato ci sono altre attività (stoccaggio, imbustamento, trasformazione). Doveva essere fonte di introiti per il Comune mentre ad oggi non ci sono stati vantaggi ed ora si rischia di perdere anche quelli provenienti dal mercato da cui l’Ente percepisce 80mila euro all’anno.

Perché non si è mai discusso di tutto questo? Si poteva pianificare la modalità di trasferimento del mercato al Caan con il suo azionista che è il Comune di Napoli”. La soluzione alla spinosa questione per l’amministrazione e che è una brutta tegola per gli operatori mercatali che rischiano di trascorrere un brutto Natale: “la responsabilità non è dei lavoratori ma del Comune che deve trovare il modo per far proseguire l’attività mercatale. Bisogna chiedere una deroga alla Regione Campania. Per il momento, grazie al lavoro svolto dalla minoranza, abbiamo ottenuto da parte degli operatori la disponibilità al trasferimento ma con accordi e modalità precise e sicure per il loro commercio”.