La partita con l’Arsenal, vinta con pieno merito dal Napoli contro una delle squadre più forti d’Europa, legittima, qualora ce ne fosse ancora bisogno, le ambizioni scudetto dei partenopei. Sebbene non sia ancora il Napoli di Benitez, mancano infatti almeno 2 pedine base per poter attuare, sempre, quel modulo che ieri sera è riuscito bene: compattezza, pressing a tutto campo e forte spirito di squadra, il credo cioè del tecnico lusitano.
Il Napoli contro l’Arsenal ha disputato la partita perfetta a livello tattico; peccato la stessa peculiarità non si sia vista nelle occasioni a rete. Bisogna comunque dire che al 1′ di gioco, a seguito di un preciso lancio di Mertens, a saltare l’intera difesa avversaria, l’assistente di linea ha segnalato un fuorigioco inesistente ad Higuian già pronto ad involarsi e battere a rete.
Trovarsi in vantaggio per 1 a 0 al 1′ avrebbe accresciuto l’autostima dei calciatori, facendogli credere, davvero, di poter segnare tre reti agli inglesi. Il Napoli comunque è come se avesse passato il turno, resta la soddisfazione di tutti ad iniziare dai quei tifosi, presenti allo stadio, che hanno lungamente applaudito i calciatori a fine gara. A questa squadra ed alla società non possiamo rimproverare nulla, hanno fatto il possibile per qualificarsi e se non ci sono riusciti lo si deve soltanto a quell’imponderabilità del calcio che consente ad una formazione con 12 punti di essere eliminata. Alla parte più critica della tifoseria ed a quei gufi che già s’intravedevano all’orizzonte diciamo: al Napoli visto con l’Arsenal nulla è precluso, specie in campionato. Se qualcuno aveva già iniziato a cantare il “de profundis” alla squadra di Benitez crediamo si sia ricreduto.
Anzitutto la difesa di ieri è stata più attenta e concentrata con un Federico Fernandez che cresce sempre più. L’argentino che sinora ha commesso meno errori di quanti ne commetteva in passato il buon Paolo Cannavaro, ieri è stato perfetto. Quest’aspetto andrebbe contestato a coloro che hanno sempre ritenuto Fernandez un “bidone”, quantomeno non degno di giocare nel Napoli. Noi invece ci siamo sempre rifiutati di credere che il centrale titolare della nazionale argentina nel campionato italiano dimenticasse come si gioca al calcio! Fa piacere notare che Fernandez, ottenendo continuità e credibilità dal tecnico, stia facendo ricredere i suoi critici. Per quanto concerne il centrocampo, dispiace dirlo, soprattutto per il forte investimento iniziale: Inler non serve a questo Napoli. Se a gennaio arrivasse, al suo posto, un calciatore di forte personalità potrebbe garantire maggior copertura al centro assieme a Behrami. Nell’attesa, molto meglio continuare con Dzemaili titolare: è più incontrista e grintoso.
La partita con gli inglesi ha dimostrato proprio questo. Il reparto offensivo è la forza del Napoli con il “Pipita” Higuain uomo-ovunque dell’attacco partenopeo. Per un Pandev che alterna reti a prestazioni opache, ci sono Insigne e Mertens che scalpitano. Quando giocano sono entrambi utili e propositivi per la squadra, peccato non poterli vedere giocare assieme più spesso. Se qualcuno aveva criticato il modulo tattico di Benitez (4-2-3-1), ritenendolo troppo offensivo e rischioso, bisognerebbe ricordargli che è il modulo usato dalle migliori squadre europee. Se applicato con dedizione e concentrazione è un modulo che consente di battere chiunque. I tifosi intanto hanno apprezzato la gara disputata con l’Arsenal, sono orgogliosi dei loro calciatori ed hanno avuto contezza che Rafa Benitez è sempre un grande allenatore. I supporter auspicano soltanto che a gennaio la società possa effettuare almeno un paio d’acquisti mirati e di qualità; calciatori graditi e conosciuti dal tecnico.
Questi dovrebbero essere funzionali al progetto attuale così da poter, finalmente, affermare: “Questo è il Napoli di Benitez”. Dopo la gara con l’Arsenal, intanto, crediamo ancor più nella nostra squadra ed allontaniamo dalla nostra vista quei gufi che per malafede, o chissà per quale calcolo preconcetto, avevano iniziato a sparare le loro inopportune sentenze.
Annibale Nuovanno








