La chiave tattica di Cagliari – Napoli: Sant’Elia ostico per gli azzurri!

reina

Una trasferta ostica quella che ha giocato il Napoli sul difficile campo del S. Elia di Cagliari. Una gara preparata nei particolari dal tecnico cagliaritano Diego Lopez, il quale conoscendo l’abilità nel fraseggio dei centrocampisti azzurri predilige la scelta di saltare il centrocampo con lanci lunghi già dalla difesa, forte anche del fatto che il Napoli, gioca con una difesa alta. Benitez d’altro canto, accantona la scelta dei tre brevilinei alle spalle dell’unica punta Higuain e presenta un Pandev, forte tecnicamente ma lento nelle accelerazioni negli ultimi 20 metri. Lopez, posiziona Cossu, come playmaker alto, con compiti di entrare nella difesa azzurra dal lato sinistro, consapevole del fatto che Reveillere è più alto rispetto al resto della difesa, obbligando R. Albiol a uscire dalla zona di competenza centrale e lasciando il solo Fernadez a duellare con i punteri rossoblù. Nella prima frazione si evidenziano i limiti tecnici, già visti contro l’Inter, di Maggio, errori di posizione che possono essere fatali al cammino del Napoli in campionato. La prima frazione di gioco evidenzia un Naingolaan forte fisicamente, dal buon lancio a tagliare il campo, per cercare di sorprendere la difesa azzurra soprattutto sugli esterni. La seconda frazione parte lenta, il Cagliari da sempre squadra ostica chiude ogni varco centrale al Napoli. Benitez non cambia il suo credo tattico e per tutta la gara non si registrano conclusioni verso la porta avversaria. Sicuramente sono discutibili alcune scelte tattiche fatte dal mister azzurro. La prima, la scelta di far giocare per circa venti minuti Higuain fuori dalla zona goal, lasciata prima a Pandev e poi a Zapata, o addirittura far giocare il Pipita largo a destra, scelta molto discutibile perché l’argentino non ha il passo dell’esterno alto. La seconda la mancanza di schemi da calci da fermo, ci si affida per lo più all’estro del singolo e non alla giocata preparata. La gara alquanto noiosa ha evidenziato dei limiti tecnici e soprattutto di mentalità, quella mentalità vincente che il tecnico spagnolo tenta di far entrare nella testa di calciatori che non sono abituati a giocare per vincere. Adesso c’è la sosta di campionato, utile per recuperare gli infortunati, soprattutto calciatori del calibro di Hamsik e Zuniga, ma soprattutto si strizzerà un occhio al mercato per cercare quegli elementi che l’allenatore, campione del mondo nel 2010 con l’Inter, chiede da qualche tempo.

Nando Zanga

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano