Ci si interroga ad Ercolano sulla reale efficienza dei mezzi di primo soccorso in caso di calamità sismica

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Ci si interroga ad Ercolano sulla reale efficienza dei mezzi di primo soccorso in caso di calamità sismica. Le ultime scosse registrate in loco (con epicentro lontano dal cratere Vesuvio) hanno acceso i riflettori su una questione già discussa tempo addietro in città.

Le valide unità di protezione civile potrebbero infatti non essere dotate di adeguato supporto logistico ne di mezzi idonei a fronteggiare un’improvvisa attività vulcanica del mai spento Vesuvio. In effetti non si è mai compreso come nel corso degli anni l’amministrazione comunale ercolanese abbia sottovalutato l’ argomento dedicandosi forse eccessivamente a questioni personali quali l’assegnazione clientelare delle poltrone nel palazzo di città, la spartizione delle dirigenze e l’assegnazione di appalti per opere spesso “incompiute” in città.

Sarebbe invece stato il caso, a detta degli esperti, di tenere periodici incontri con i cittadini al fine di  illuminare la popolazione sulle risorse di cui realmente dispone Ercolano per far fronte alla tanto temuta emergenza.

Esercitazioni sporadiche e poco seguite dai residenti non hanno alcun valore dinanzi all’importanza di un servizio dal cui corretto espletamento potrebbe dipendere la vita di migliaia di persone. La parola ora spetta al primo cittadino Vincenzo Strazzullo e all’amore per i luoghi di un ercolanese doc: i residenti chiedono al leader concittadino del Pd massimo impegno nel promuovere campagne d’informazione che da un lato sfatino inutili allarmismi e dall’altro consentano un monitoraggio costante delle forze d’intervento relative alla sicurezza operanti sul territorio.

Alle professionali e zelanti unità della protezione civile di Ercolano va il plauso dell’intera collettività: non si può tuttavia affidarsi esclusivamente al coraggio e all’abnegazione dei volontari  ma potenziare mezzi e risorse a disposizione di chi ad oggi non si è mai sottratto ai propri incarichi istituzionali (sebbene volontari). In sintesi: magari dal palazzo di città (e non solo) si prendesse esempio da questi motivati e coscienziosi “protettori civili”.

Alfonso Maria Liguori