Il sindaco Ruggiero scrive al premier Renzi per la ricostruzione di una scuola

Elezioni 2013 , comizio di Renzi a NapoliNon la ristrutturazione, ma la ricostruzione di una scuola intera e, con essa, la ri-costruzione dalle fondamenta di un futuro nuovo, fianco a fianco dei nostri ragazzi e per i nostri ragazzi, la scelta coraggiosa di investire per la realizzazione dei sogni e per la creazione di opportunità… ecco cosa chiedo a Lei, Onorevole Presidente: i mezzi per combattere questa battaglia, perché “è attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione” (N. Mandela).

È dopo i tragici eventi di San Giuliano in Puglia e l’inserimento nel novero dei Comuni a rischio sismico, che il nostro Comune avviò una serie di controlli sugli edifici scolastici, a seguito dei quali un intero edificio scolastico, che ospitava la scuola Elementare Capoluogo (“F. Gargiulo”) risultò presentare gravi deficienze strutturali, tali da ritenerlo inagibile, e fu pertanto chiuso nell’anno 2007.
Si trattava purtroppo del principale plesso scolastico comunale, sito al centro del paese: una scuola elementare con più di 400 bambini.
Da allora è cominciata un’odissea che ci ha portato fino ad oggi – nel riadattare e ristrutturare tutti gli altri plessi dell’Istituto comprensivo della nostra Città – a sistemare ed organizzare il nostro istituto in 6 plessi (suddivisi in 2 scuole medie, 2 elementari, 2 dell’infanzia, per un totale di 1447 alunni di diverse fasce di età).

Oggi, dopo un lavoro costato idee e risorse importanti – grazie soprattutto alla passione e competenza del Dirigente scolastico prof.ssa Sagliocco – abbiamo aule sufficienti in quantità e qualità ad ospitare dignitosamente i nostri ragazzi.
Ma ci vogliono “coraggio e sogni”…

La nostra è una terra meravigliosa (baciata dal sole e dal mare) che rischia, per paura della crisi, di smettere di avere sogni.
La Penisola Sorrentina che è “fortunata” terra di bellezza e cultura –come tante realtà della nostra amata Italia– per vincoli burocratici ed economici, sta morendo di “inerzia”.
Non riusciamo nemmeno ad avere un finanziamento per un palazzetto dello sport, nonostante progetti e richieste siano state da tempo avanzate…

Ma io non voglio smettere di sperare…e qual è il mio sogno alla fine del mio secondo mandato (che scadrà nel 2016)? Non “ristrutturare”, ovvero “mettere una pezza”, ma realizzare la scuola nuova dove ci siano palestra, sala convegni (auditorium), aule multimediali, biblioteca, che sia dotata dei più efficaci sistemi per l’impiego delle energie rinnovabili. Una scuola dove poter far convergere persone e competenze, moderna e funzionale, e che possa avere quegli spazi che la rendano non solo luogo privilegiato dell’apprendimento, ma centro di aggregazione di saperi e sapori.
Abbiamo il “posto” dove realizzarla ed avremo tra poco il progetto preliminare della “scuola più bella”, grazie ad un concorso di progettazione esperito con gara europea, attualmente in fase finale, che ha visto la partecipazione e il confronto di 52 progetti confluiti da tutta l’Italia.

Ebbene per questo “sogno” il costo stimato è tra i 7 e gli 8 milioni di euro, un importo che un Comune come il nostro, di circa 13.000 abitanti, non avrebbe possibilità di poter finanziare finanche con un mutuo, vista anzitutto l’assoluta necessità di rispettare prioritariamente i vincoli del patto di stabilità.

Ecco che chiedo a Lei, On. Presidente del Consiglio, di indicarci quale fonte e fondi di finanziamento possiamo richiedere perché il sogno diventi realtà.
La tempistica di realizzazione di un eventuale intervento, a partire dall’approvazione di un progetto definitivo, è stimato in circa tre anni.
Come vede non voglio essere io ad inaugurare un’eventuale scuola nuova; ho solo il desiderio e il compito di SEMINARE FUTURO e di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (B. Powell)…altri raccoglieranno applausi e risultati.

È superfluo dirle che saremmo onorati – nel Suo giro di scuole e città – di ospitarLa nella nostra Piano di Sorrento.
Farebbe i conti con una terra che ha fatto della sua “grande bellezza” fonte di economia e cultura, ma rischia seriamente di non investire sul futuro per deficit di speranza.

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