La zeppola di San Giuseppe: ecco come nasce

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Oggi e la festa del papà e tipicamente in tutte le pasticcerie e nei panifici del paese troverete in bella mostra le famose zeppole di San Giuseppe.  Ma oltre a farne grandi abbuffate sapete qual è la storia di questo ottimo dolce?

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Nell’antica Roma il 17 marzo si celebravano “le Liberalia”, feste annuale in onore di Bacco dio delle divinità del vino della gioia e dell’allegria (… dopo tutto quel vino fallo pure essere arrabbiato!) ma anche per festeggiare il dio del grano Sileno. Per omaggiare i due il vino scorreva a fiumi e le frittelle di frumento facevano la loro apparizione.

Le Liberalia si sono sempre celebrate il 17 marzo, finché l’imperatore Tedosio II non proibì qualsiasi culto pagano. È molto probabile che, col passare degli anni, la celebrazione di Bacco sia stata assimilata dal cattolicesimo che ha fissato la festa di San Giuseppe il 19 marzo.

La zeppola inizia a prendere la forma che conosciamo oggi nel 1700 a opera delle monache di San Basilio, nel monastero di San Gregorio Armeno. Secondo altri, l’invenzione è da attribuire alle monache della Croce di Lucca o a quelle dello Splendore, note per inventare un dolce nuovo a ogni festività. La storia attribuisce comunque a Napoli la paternità della Zeppola di San Giuseppe: la prima ricetta scritta si trova infatti nel trattato di cucina del gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino ed è datata 1837.

Cosa aggiungere sulle nostre tavole? Le zeppole non possono mancare!