Salviamo le risorse naturali e i borghi dell’Appennino meridionale

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giulemani1Giovedì 10 Aprile alle ore 10.30 presso la Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, nell’ambito delle attività didattiche del corso di Sociologia generale e controllo sociale, si svolgerà la presentazione del progetto “Recupera/Riabita: salviamo le risorse naturali e i borghi dell’Appennino meridionale”, ideato dal Forum Ambientale dell’Appenino in collaborazione con gli studenti del Laboratorio di Marketing ecologico del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’incontro sarà introdotto da Antonello Petrillo, direttore dell’Unità di Ricerca sulle Topografie sociali dell’Università Suor Orsola Benincasa e coordinato da Virginiano Spiniello, docente del Laboratorio di Marketing ecologico del Suor Orsola e si concluderà in compagnia del gruppo folk altirpino Makardìa.

Recupera/Riabita è un ampliamento dell’idea progetto Festival del Gusto dell’Appennino ed è un evento promosso dal Forum Ambientale dell’Appennino in rete con Irpinia Turismo, Piccoli Paesi, L’Albero Vagabondo e in sinergia con la Franco Dragone SPA. E’ un percorso itinerante di consapevolezza, valorizzazione e tutela ambientale dell’Appennino che toccherà nell’ultimo fine settimana di maggio il Borgo medievale di Castelvetere e durante il solstizio d’estate, a giugno, Cairano e la sua rupe sul lago di Conza. Al centro le criticità ambientali della Piana del Dragone di Volturara Irpina e le opportunità di sviluppo compatibile nei Monti Picentini. Scenari naturalistici mozzafiato e piccoli borghi nei quali proporre un’agricoltura e un turismo realmente sostenibile nell’Appennino meridionale per invertire la rotta di una feroce speculazione energetica e aggressione alle risorse naturali: esplorazioni petrolifere, eolico selvaggio, uso indiscriminato delle risorse idriche, mancata tutela e bonifica montana.

Il progetto prende le mosse dall’attività del Forum ambientale dell’Appennino nato per creare una sensibilità diffusa sul territorio e per il territorio rendendo consapevoli gli abitanti del valore dei luoghi, aumentando la visibilità e partecipazione alle associazioni di base, diffondendo e valorizzando la bellezza dei piccoli borghi e invertendo lo spopolamento in atto causato dalla drastica riduzione di servizi essenziali come tribunali, ospedali, scuole, uffici postali.

Negli incontri strutturati in due tappe si alterneranno proposte e riflessioni a momenti di identificazione di problemi e ipotesi di soluzione. Il format prevede la presenza di espositori con eccellenze enogastronomiche, la possibilità di soggiornare o abitare luoghi come il Borgo di Castelvetere e Cairano, workshop sulla comunicazione ambientale, incontri e dibattiti sull’ identificazione delle criticità ambientali e le possibili soluzioni.

Con l’iniziativa si vuole portare all’attenzione nazionale, tramite la bellezza delle nostre montagne, paesaggi, laghi, sorgenti e piccoli borghi, la necessità di una messa in sicurezza delle aree di ricarica delle sorgenti dei Monti Picentini irpini che servono quasi il 10% della popolazione italiana, circa cinque milioni di persone distribuite principalmente tra Campania e Puglia alimentando alcuni dei maggiori acquedotti meridionali: l’Acquedotto Pugliese, l’ARIN di Napoli, l’Alto Calore nel Sannio e in Irpinia e l’Acquedotto Salernitano. In particolare si vogliono mettere in campo tutte le azioni possibili per ripristinare il delicato equilibrio della Piana del Dragone a Volturara Irpina conca endoreica che alimenta le principali sorgenti dei Picentini, la cui falda superficiale risulta già a rischio. La strategia consiste nel valorizzare il territorio attraverso un Biodistretto dei Picentini, un case study sulla blue economy in continua evoluzione che sarà realizzato insieme agli studenti e aperto a contributi esterni. In ogni tappa i comitati e le associazioni di base potranno segnalare le criticità attraverso i visionary Speaker’s Corner in cui a turno, continuando il percorso intrapreso con “Giù le mani dalla terra, dall’acqua, dall’aria” all’Abbazia del Goleto il 21 settembre, saranno protagoniste le piccole realtà di base che non riescono a trovare lo spazio per esprimere le proprie istanze.

Al termine della presentazione gli studenti incontreranno il gruppo folk dei Makardìa guidato da Filomena D’Andrea e le loro canzoni sulle terre dell’osso, l’assalto alle risorse naturali delle aree interne e le nuove e vecchie emigrazioni con la presentazione ufficiale di Pietro il Petroliere, canzone sociale sulla speculazione energetica in atto sull’Appennino meridionale.

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