“Sogna e Segna”, il reality dedicato al calcio giovanile a Torre Annunziata

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risultati-calcio1“Sogna e Segna”. Si chiama così il primo reality televisivo girato in Campania, interamente dedicato al calcio giovanile e alle problematiche sociali e sportive che girano intorno al mondo del pallone. Il reality, già al suo terzo mese, ha riscosso grande successo come testimoniano i dati di ascolto della storica emittente Campana TeleCapri e le visualizzazioni sul portale di YouTube.

Il set televisivo è al Centro Sportivo “Parco Carolina” di Torre Annunziata, vera e propria fucina di giovani talenti ma soprattutto una scuola di vita per i ragazzi per apprendere, rincorrendo un pallone, le regole principali del vivere civile. Il centro sportivo è già noto per la sua attività nel sociale, per l’iniziativa “calcio e libertà”. Cento ragazzi su 250 iscritti sono figli di detenuti e appartenenti a famiglie meno abbienti, infatti non pagano la retta mensile.

“Sappiamo tutti che Torre Annunziata è un territorio difficile e complesso, e quindi per questi ragazzi il pallone rappresenta l’ideale strumento per socializzare e per conoscere le regole dell’ educazione – ha detto il responsabile tecnico Stefano Cirillo – Il reality tv? E’ stata un’ idea per renderli protagonisti, e dar loro visibilità attraverso le iniziative che mettiamo in campo. Da quando al centro sono spuntate le telecamere, l’ entusiasmo dei ragazzi è raddoppiato”.

“Il reality è importante per dare visibilità ai nostri ragazzi, e permettere alle società di calcio di conoscerli. L’ impatto? E’ stato bello”, ha commentato Rocco, uno dei tanti allenatori presenti al centro.

“I ragazzi sono entusiasti – ha spiegato Nicola Muscariello, uno dei direttori della casa produttrice che realizza il format – L’idea è nata con l’obbiettivo di focalizzare un contesto sociale difficile come quello torrese, attraverso il gioco del calcio. Questi sono ragazzi che hanno bisogno di un percorso formativo che li educhi, li fortifichi e li renda adatti ad affacciarsi nel mondo adulto.

L’ educazione familiare e quella scolastica non sono sufficienti. Quindi ho deciso di dare visibilità all’ educazione di squadra. Si vuole diffondere l’ idea che il calcio non è soltanto una macchina per fare soldi, ma soprattutto, un veicolo di aggregazione per ragazzi che condividono un sogno e si impegnano per realizzarlo”.

Antonio Flauto

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