Ombre sull’appalto rifiuti a Castellammare, braccio di ferro tra Comune e “Melito Multiservizi”

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eco egoAffidamento della gestione dei rifiuti, dopo il  ricorso al Tar della Campania il braccio di ferro tra la Melito Multiservizi ed il Comune di Castellammare si sposterà al Consiglio di Stato. La società mista di Melito è ricorsa al tribunale amministrativo perché, nello scorso mese di febbraio, in sede di aggiudicazione della gara la sua offerta non era stata ammessa perché la ditta non compariva tra l’elenco delle imprese invitate dall’Ente alla procedura negoziata.

Nella giornata di ieri i giudici della Settima sezione del Tribunale amministrativo, a cui la Melito Multiservizi ha chiesto l’annullamento di tutti gli atti relativi al bando di gara che ha consegnato la gestione del ciclo rifiuti nelle mani della Ego Eco srl, con l’emissione di un’ ordinanza hanno respinto il ricorso ed hanno aggiornato i lavori fissando la prossima udienza al 24 luglio.

 

Ma per la società mista pubblico-privato – difesa dagli avvocati Luca e Silvano Tozzi – non si è trattato di una sconfitta, anzi. Nelle conclusioni dell’ordinanza i giudici affermano che “non sembra ammissibile la pretesa della ricorrente a conseguire l’ammissione in mancanza di invito” ma solo perché “le censure dedotte contro la procedura negoziata comportano semmai l’illegittimità della procedura stessa nel suo complesso”.

Quindi il Tar ha messo in discussione la regolarità della gara nella sua interezza per cui sarà valutata “nel merito della controversia” nella prossima udienza. Ma i titolari della Melito Multiservizi non ci stanno ed hanno annunciato che faranno ricorso al Consiglio di Stato per ottenere un giudizio definitivo entro un mese. Di fatti aspettando la seduta della prossima estate la durata dell’appalto (sei mesi, rinnovabile ad ulteriori sei) sarebbe già agli sgoccioli.

Da ricordare che attende un giudizio anche il ricorso della Tek.ra di Angri (risultata la seconda miglior offerente) per la presunta mancanza di requisiti tecnici della Ego Eco al momento dell’aggiudicazione. La stessa dirigente del settore Ambiente del Comune, negli ultimi giorni, ha riscontrato la mancata consegna del Durc e l’assenza del certificato antimafia della ditta di Cassino.

Caos nella gestione del ciclo rifiuti, arriva la denuncia dei sindacati. Mancanza di manutenzione al parco automezzi, vestiario non ancora consegnato e atti intimidatori nei confronti dei lavoratori. E’
questa la sintesi della denuncia dei sindacati (Cisl, Cgil, Uil e Fiadel) che hanno scritto una lettera alla Ego Eco srl, al sindaco Nicola Cuomo, all’assessore all’Ambiente Nicola Corrado ed alla dirigente Lea Quintavalle.

A destare preoccupazione è il coordinamento gestito da persone “apparentemente riconducibili alla stessa Ego Eco srl ma operanti in altri cantieri che si interfacciano con i lavoratori cercando di imporre comportamenti sia intimidatori che persecutori”.

“Stigmatizziamo le criticità palesi ed evidenti nella gestione del servizio di igiene urbana – hanno scritto i rappresentanti sindacali – L’organizzazione prevede una precisa catena di comando costituita da personale espressamente assegnato al cantiere. Non risulta ancora distribuito il vestiario ai lavoratori, nel nostro settore gli indumenti sono finalizzati alla protezione da rischi per la salute e la sicurezza. La manutenzione degli automezzi appare del tutto inadeguata a garantire un ripristino degli stessi che ne consenta un impiego nel rispetto delle norme di sicurezza. Infine nelle vicinanze degli spogliatoi nel piazzale dell’azienda permangono da giorni due bilici con rifiuti organici con caduta di percolato”.

rafcav

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