Tentano di rapirla: donna marocchina rea di aver lasciato il marito e di voler lavorare

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Essere donna e decidere di voler conquistare indipendenza scegliendo di lavorare. Di mezzo però una religione precisa, quella musulmana e la difficoltà di conciliare posizioni e scelte.

la_cartiera_GGgdocBrutta avventura per una 26enne marocchina, “rea” di aver lasciato il marito e di essersi trasferita in provincia di Napoli dove ha trovato lavoro come promoter commerciale.

Ma i suoi parenti e il marito non hanno accettato la sua scelta: sono quindi giunti in auto per riportarla a casa, anche con la forza.

Il clan familiare ha infatti tentato di portarla via dalla cittadella dello shopping.  “Non puoi lavorare a Pompei, la nostra religione lo vieta”. Questo l’apparente quanto improbabile divieto categorico.

Le urla della marocchina hanno attirato l’attenzione di un maresciallo dei carabinieri e di un agente di polizia, entrambi liberi dal servizio.

Uomini giusti al posto giusto. Le richieste d’aiuto provenivano dal parcheggio del centro commerciale. I due musulmani stavano caricando la donna sull’auto per riportala a Carpenedolo, in provincia di Brescia.

Un rapimento per fortuna scongiurato. I due soggetti sono stati bloccati e tratti in arresto. Precise le accuse: violenza privata, lesioni personali e tentato sequestro di persona.

Alla giovane donna sono state prestate le cure mediche necessarie presso l’ospedale di Castellammare di Stabia. I medici le hanno riscontrato un trauma alla mano destra guaribile in 4 giorni.

Sullo sfondo di questa incredibile vicenda, più di una traversia familiare. Veleni per la decisione di un divorzio che il marito della musulmana non avrebbe accettato di buon grado. Un boccone amaro da mandare giù unito all’insofferenza per la scelta della moglie di lavorare lontano da casa. La giovane donna  è stata ascoltata dai carabinieri della stazione di Pompei. E proprio ai militari ha affidato il racconto delle complicate dinamiche familiari.

MarDiPa

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