Sparatoria al Piano Napoli: restano in carcere gli otto indagati

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Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e il gip di Torre Annunziata non convalida i fermi per la sparatoria di venerdì sera al Piano Napoli, ma gli 8 indagati restano tutti in carcere con l’accusa – a vario titolo – di tentato omicidio, estorsione, usura e porto illegale di armi.

Erano le 19 di venerdì, quando nelle palazzine popolari di via Settetermini, a Boscoreale, si sono sentite urla e offese, prima che partisse una raffica di spari. In totale furono 23 i colpi esplosi contro il balcone al secondo piano dell’isolato 7. Rimasero ferite due sorelle, Rita e Argentina Improta; miracolosamente illesa, pur essendo al balcone, la figlia 11enne di Rita. Gli inquirenti inizialmente avevano pensato ad un regolamento di conti tra bande rivali di spacciatori, poi arrivò la svolta già nella notte.

Le indagini lampo, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo (diretti dal maggiore Alessandro Amadei) e della compagnia di Torre Annunziata (capitano Michele De Riggi e tenente Andrea Morgando), con i colleghi della stazione di Boscoreale (maresciallo Michele Serra), sono giunte subito ai presunti responsabili del raid punitivo grazie alla collaborazione di diversi testimoni che hanno assistito alla scena da far-west. Una novità vera, questa, per il quartiere di palazzine popolari di via Settetermini. Infatti, per anni il Piano Napoli è stato una immensa piazza di spaccio all’aperto, che ha basato la sua forza sull’omertà che costringeva o ad essere parte integrante del sistema, oppure a tenere il silenzio su quanto accadeva nelle stradine e nei cortili a due passi da Torre Annunziata.

Le sorelle Improta non avrebbero regolato un debito d’usura con Rosa Intagliatore e Annunziata Colantuono (54 e 37 anni, mamma e figlia, presunte usuraie a capo della gang), con le quali sono imparentate. Tra loro non correrebbe buon sangue da tempo. In manette con le due donne – che incitavano 6 persone a sparare contro le sorelle Improta – sono finiti: Angelo e Gerardo Colantuono (27 e 21 anni, gli altri figli della Intagliatore), Francesco e Antonio Sorrentino (25 e 20 anni), Antonio Cirillo (26) e un 17enne. Tutti, ad eccezione di Cirillo, sono difesi dall’avvocato Mauro Porcelli. Il Riesame servirà ai legali degli indagati per preparare memorie difensive e chiedere la scarcerazione.

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