Scandalo al Foof? Al primo museo nazionale del cane, in vendita cuccioli d’allevamento ‘sospetti’

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Fattrice zenza nomeQuando ci si accinge ad acquistare un cucciolo di razza sono tante le fregature dietro l’angolo, dagli annunci truffaldini sul web allo spauracchio dei cani provenienti dall’est europeo; talvolta affidarsi ad un allevamento sembrerebbe la soluzione più facile e priva di controindicazioni, ma è proprio vero che è sempre così?

Tra le tante ‘attrazioni’ del Foof di Mondragone, il primo museo italiano dedicato interamente all’universo canino vincitore del prestigioso premio ‘Museo Innovativo 2014’, c’è anche l’allevamento del Massico dove sono disponibili cani di tantissime razze.

Nell’atmosfera quasi idilliaca però un occhio osservatore riesce ad accorgersi che c’è qualcosa che non va, oltre ai tanti cani esposti nelle vetrine e nei recinti alla mercé delle inconsapevoli e continue vessazioni dei visitatori, a destare sospetto è proprio l’allevamento del Foof.

Infatti pochi giorni fa, due giovani campani si sono recati all’allevamento del Massico con l’intenzione di chiedere informazioni sull’acquisto di un cucciolo di bassotto. Gli allevatori disponibili si offrono di mostrare i bassotti dal manto fulvo che sarebbero divenuti disponibili nel giro di alcune settimane e, dopo alcuni minuti di attesa ed un breve tour tra qualche recinto con i cani, ai giovani vengono mostrati un cucciolo di pochi giorni di vita e sua madre.

A destare qualche sospetto nei potenziali acquirenti è stato proprio l’aspetto della madre (la bassotta nella foto) che oltre a non avere un nome ed essere definita dagli allevatori come semplice ‘fattrice’, cosa assai degradante anche per un cane, sembrava mostrare diversi ed evidenti difetti genetici trasmissibili e non conformi allo standard del bassotto: oltre al manto della cagna di colore decisamente tendente più al giallo che al fulvo, il che di per sé non rappresenta un vero e proprio difetto; numerose chiazze prive di pelo; colore di unghie e naso marrone chiaro invece che nero; orecchie decisamente troppo corte e infine zampe posteriori troppo lunghe.

A due mesi di vita sarebbe stato possibile acquistare uno dei cuccioli della ‘fattrice x’ per la modica cifra di 500€, trattabile a 450.

Confusi più di quando erano entrati, i due giovani sono andati via subito senza voler sentire ulteriori spiegazioni.

Questa storia apparentemente banale nasconde una pratica altamente illegale e purtroppo assai diffusa in Italia, ovvero la vendita di cuccioli di razza privi di certificato genealogico, determinata fuorilegge dal decreto legislativo 529 del 30 dicembre 1992.

Come è possibile che il premiatissimo Foof permetta che il suo allevamento sfrutti i cani in questo modo?

Prima di prendere un cane pensateci bene, informatevi e cercate tutte le garanzie possibili e, magari, provate a valutare l’opzione di adottare un amico a quattro zampe da un canile.

Raffaele Cirillo

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