Uno scorcio della capitale polacca: Varsavia

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Varsavia modernaVarsavia sorge sulle rive del fiume Vistola e  fu quasi totalmente distrutta dalla furia nazista del ’44. La Città Vecchia è stata ricostruita come era, anche grazie ai quadri del Canaletto che hanno consentito una fedele ricostruzione di alcuni palazzi. La ricostruzione è avvenuta nel rispetto del suo aspetto originale. Per questa opera davvero immane, realizzata senza l’aiuto esterno tra il 1949 e il 1963, sono stati utilizzati disegni e fotografie che hanno consentito di conoscere dettagliatamente l’aspetto seicentesco e settecentesco di Varsavia. Per tale notevole sforzo la città è stata inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Varsavia è oggi il centro culturale ed economico della Polonia e, come una Fenice, è rinata dalle sue ceneri e si presenta oggi agli occhi di chi vi giunge per la prim volta nei suoi contrasti fra antico e moderno, con alti grattacieli e palazzi che, sebbene ricostruiti, sembrano essere lì da secoli. Varsavia ha raggiunto una notevole estensione ed i luoghi da visitare sono dislocati su un’area estesa, pertanto è consigliabile preparare il viaggio documentandosi attraverso il sito dell’ente nazionale del turismo polacco www.polonia.travel.it e, una volta arrivati in città, approfittare di una visita guidata. Ecco alcuni dei palazzi, forse meno noti, ma che occorre assolutamente vedere per comprendere lo spirito di questa grande città:


 Palazzo di Raczynski

Costruito nei primi anni del XVIII secolo è stato ricostruito in stile neo-classico. Uno dei proprietari del palazzo era Raczynski Kazimierz, il cui obiettivo era l’abolizione della Costituzione del 3 maggio, proclamata nel 1791. Durante la rivolta di Varsavia                                                                  il palazzo fu conquistato dai ribelli  e fu trasformato in ospedale. Oggi questo edificio ospita l’Archivio Centrale.

Chiesa di Nostra Signora Regina della Polonia

Costruita nel 1642 dall’ordine degli  Scolopi, bruciato dagli svedesi, la chiesa fu ricostruita in stile barocco. Dopo la Rivolta di Novembre la chiesa fu trasformata in un tempio ortodosso. L’interno barocco è stato rimosso. Dopo l’indipendenza la chiesa fu affidata ai militari.

Monumento alla Rivolta di Varsavia

Il monumento, che commemora gli eroi della rivolta di Varsavia del 1944, è stato eretto in loro memoria per aver sacrificato la loro vita per il paese, impegnandosi in una battaglia impari con gli occupanti per 63 giorni.

Corte Suprema

Costruita alla fine del ventesimo secolo, l’edificio è decorato con cariatidi che simboleggiano le virtù (fede, speranza e carità) e con frasi del diritto romano: in polacco e in latino. L’edificio ha la forma simbolica di un portale. E’ stato edificato nello stesso luogo in cui, durante la guerra, era una delle porte del ghetto ebraico.

Palazzo della Repubblica

E’uno dei più bei palazzi di Varsavia del XVII secolo. Era in origine la sede della Corte Suprema, oggi ospita una delle sedi della Biblioteca Nazionale. In essa sono conservati manoscritti della Biblioteca di Zaluskis e Rapperswil e altri documenti antichi, miracolosamente salvati dal fuoco. Dietro il palazzo si estende un bellissimo parco barocco.

Collegium Nobilium

Costruito nel XVII secolo quale sede della Scuola Superiore fondata da Stanislaw Konarski, oggi è l’Accademia di Teatro Aleksander Zelwerowicz. I rettori dell’Accademia sono stati tra gli altri: Tadeusz Lomnicki Andrzej Lapicki e Jan Englert.

Palazzo Borch – Casa dell’Arcivescovo di Varsavia

Costruito nel XVIII secolo in stile barocco e neoclassico, prende il nome da uno dei proprietari del palazzo, Jan Borch, che era il vice-cancelliere della corona. Il palazzo nel XIX secolo fu sede dell’arcivescovo di Varsavia. Ricostruito dopo le devastazioni della guerra, oggi è la sede del Primate di Polonia. Papa Giovanni Paolo II vi abitò durante il suo pellegrinaggio.

Chiesa ortodossa della Dormizione della Vergine e di San Jozaphat

Durante la spartizione della Polonia è stato chiuso il monastero annesso e la chiesa passò al clero ortodosso di Mosca. I padri basiliani nel 1936, vi fecero ritorno dopo la devastazione della guerra. Oggi è  l’unica chiesa ortodossa greco-cattolica di Varsavia.

Pac Palace

Durante l’occupazione prussiana (del XIX secolo), il palazzo ospitava il teatro, poi le caserme e le truppe di militari. Nel 1825 il palazzo fu restaurato. Oggi il palazzo è la sede del Ministero della Salute.

Chiesa della Trasfigurazione

Fondata nel XVII secolo, per iniziativa del re Jan III Sobieski, come un ex-voto di ringraziamento per le battaglie vittoriose di Chocim e Vienna. Nella chiesa ci sono due sarcofagi reali: uno con il cuore di Giovanni III Sobieski e l’altro con le viscere di Augusto II il Forte.

Palazzo Mlodziejowski

I suoi proprietari sono stati tra l’altro Voivod Stanislaw Morsztyn di Mazovia e il vescovo di Przemysl Andrzej Mlodziejowski (XVIII secolo). Dopo la devastazione della guerra, il palazzo fu ricostruito e divenne la sede della Casa Editrice Scientifica.

Branicki Palace

Edificato nel XVIII secolo per Jan Klemens Branicki. Fino al 1949 il proprietario del palazzo fu Franciszek Potocki a cui il governo della Polonia Popolare confiscò i suoi beni, secondo il decreto del 1945. Dopo le devastazioni della guerra, il palazzo fu ricostruito e divenne una delle sedi del municipio di Varsavia. Presto sarà trasferito agli eredi di Potocki.

 Palazzo dei Vescovi di Cracovia

Fu la residenza dei vescovi di Cracovia, il palazzo  più volte distrutto e ricostruito. Dal XVIII secolo ospitò vari uffici. Dopo la devastazione della guerra, il palazzo è stato ricostruito grazie al dipinto del Canaletto del XVII secolo.

Harry Di Prisco