Le baby attirano in trappola i ragazzi ed il ‘branco’ li rapina

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villa comunale napoliBullismo violento a Napoli. Branchi di giovinastri composti da ragazzi e ragazze poco più che adolescenti terrorizzano la centralissima villa comunale compiendo veri e propri raid contro malcapitati coetanei in transito nella zona. A scatenare le risse proprio le ragazze del “branco” che sfoderano una vera e propria tecnica d’attacco : gironzolando per la villa adocchiano studenti isolati o ragazzi con abiti griffati e cellulare alla moda.

A questo punto si fanno notare attirando il naturale interesse dei giovani : chiedono poi l’intervento dei balordi presentandoli come “fidanzati” che procedono in gruppo a pestare gli ignari coetanei sottraendogli in alcuni casi denaro , monili in oro o il cellulare.

Questo andazzo vergognoso durerebbe da tempo ma nonostante le numerose denunce nulla di concreto sarebbe stato fatto per quanto meno ridimensionare un fenomeno che compromette seriamente la qualità d’esistenza dei cittadini. Addirittura sembra che le bande di delinquenti in erba non abbiano esitato a malmenare persone anziane che tentavano di sottrarre le giovani vittime dalle grinfie degli aggressori.

Napoli violenta, emarginata , dove i ragazzi perdono quotidianamente riferimenti sociali e oasi aggregative finendo con l’adottare logiche di strada ciniche e spietate nei confronti dei più deboli.

Un modo come un altro per sfogare frustrazioni e complessi infierendo su chi è meno in grado di difendersi perché solo o poco abituato a fare a botte. Stranamente di queste oscenità sociali il globe trotter Luigi De Magistris (sindaco sospeso di Napoli) non ha mai parlato nei monotoni e logorroici pseudo comizi in giro per la città. Si muova la società civile partenopea e lo faccia nel rispetto delle nuove leve, di chi erediterà una realtà urbana lontanissima dalle tradizioni storico-culturali che per secoli elevarono Napoli a perla indiscussa del Mediterraneo.

Perché sia chiaro: a Napoli adolescenti vengono picchiati a sangue in pieno giorno e davanti a decine di passanti solo perché non “appartengono” al sistema ne alle barbare regole del malaffare.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.

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